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A Parmitano premio Gal Hassin: sogno comune dello spazio da' speranza

Isnello (Palermo), 18 ago. (askanews) – Sotto il cielo più bello d’Italia e tra i più belli d’Europa, in una caldissima giornata estiva, Luca Parmitano, astronauta italiano famoso nel mondo, ha ricevuto il premio Gal Hassin 2022, accolto da una folla di grandi e bambini che lo hanno inondato di curiosità e affetto in cui Parmitano si è immerso senza sottrarsi a foto, domande e autografi.

“A Luca Parmitano pilota e astronauta, che esplora il futuro superando sfide e barriere senza mai risparmiarsi. Pioniere entusiasta che coinvolge e appassiona le nuove generazioni; primo italiano a compiere una passeggiata spaziale, si è distinto per il suo coraggio come pilota e come astronauta; protagonista dell’avventura dell’esplorazione dello spazio, per estendere la presenza umana oltre i confini della Terra, racconta che il nostro pianeta, visto dall’alto, non ha confini, e che è un bene fragile da proteggere”. È questa la motivazione espressa dalla Commissione che ha assegnato il premio a Parmitano, letta dal presidente della Fondazione Giuseppe Mogavero che ha consegnato il premio, un’opera unica in filo d’oro su rete di filet, dell’artigianato locale, insieme a Sabrina Masiero, astrofisica e Responsabile della Didattica e Divulgazione del Gal Hassin.


Il premio è stato consegnato nel Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche Gal Hassin a Isnello, il borgo in provincia di Palermo che ha ricevuto la certificazione per il cielo stellato più bello d’Italia dalla Fundación Starlight e dove nel 2016 è stato inaugurato il centro che ha accolto ad oggi oltre 70mila visitatori. Un’eccellenza nel panorama dell’astronomia italiana e mondiale, grazie alla collaborazione con Esa, Asi e aziende private e alla ricerca su asteroidi ed esopianeti. Il prossimo passo potrebbe arrivare tra pochi mesi, ma avrà bisogno di un sostegno finanziario a lungo termine, perché “quando fai ricerca in questo settore serve una copertura lunga 20 anni’, ha commentato Mogavero parlando del telescopio già collocato sul Monte Mufara a 1.865 metri a Piano Battaglia in pieno parco delle Madonie. Un prototipo mondiale, il Wide Field Mufara Telescope, che avrà il compito di effettuare osservazioni astronomiche a largo campo, di intercettare NEO, (Near Earth Objects) ovvero quegli oggetti spaziali potenzialmente pericolosi per la Terra, e parteciperà a programmi di tracciamento di satelliti e rifiuti spaziali (Space Situational Awareness).

Parmitano, dopo aver ricevuto il premio e dopo una breve visita privata al museo del Gal Hassin, si è concesso alle domande del pubblico: dai progetti di tutela ambientale che vengono svolti con l’analisi delle immagini dallo spazio, ai programmi di inclusione per i “parastronauti”, dalle esperienze delle passeggiate spaziali, al sogno di essere astronauta sin da bambino.


AstroLuca ha parlato anche del futuro del Pianeta, minacciato dalla guerra al di là delle conseguenze del surriscaldamento climatico: “Parlare di guerra nel 21esimo secolo lo trovo anacronistico, soprattutto per chi come me ha collaborato con persone da tutte le parti del mondo. Dalla Russia alla Cina, dagli Stati uniti all’Ucraina. Lo spazio come tutte le materie scientifiche non viene limitato da alcun confine”. Come avviene in questo momento per la collega Samantha Cristoforetti che sulla Stazione spaziale internazionale collabora con i colleghi russi. “Samantha ha aperto ancora una volta le porte a qualcosa che non era mai stato fatto prima, è stata la prima europea a fare un’attività extraveicolare e con i colleghi russi, con cui in questo momento c’è una fortissima tensione, comprensibilmente – ha proseguito – a dimostrare che gli individui sono individui e non si distinguono in base al colore della bandiera che hanno sulla spalla. E poi a dare un segno di speranza: esistono ancora ambiti come la scienza, la tecnologia, l’esplorazione in cui il sogno comune è talmente grande che accomuna tutti, non ci sono differenze di vedute o nel colore della propria divisa”.

L’astronauta, che ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco del borgo madonita, Marcello Catanzaro, ha anche parlato dei suoi prossimi progetti e della partecipazione alla missione Artemis che punta a riportare l’uomo sulla luna. “Sarei un bugiardo se dicessi che non è la mia speranza. È sicuramente quello che spero. Se mi daranno un incarico di volo sulla missione Artemis che non prevede l’allunaggio sarò ben contento di poter dare il mio piccolissimo contributo a un grande progetto come riportare l’umanità sulla Luna”.


Di Daniela Mogavero