Casa Montecarlo, Gianfranco Fini condannato a 2 anni e otto mesi – askanews.it

Casa Montecarlo, Gianfranco Fini condannato a 2 anni e otto mesi

“Condanna paradossale, me ne vado più sereno”
Apr 30, 2024
Roma, 30 apr. (askanews) – Condannato a due anni ed 8 mesi di reclusione l’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, per l’accusa di riciclaggio in relazione alla vicenda della casa di Montecarlo. I giudici della IV sezione del Tribunale di Roma hanno condannato a 5 anni per riciclaggio la signora Elisabetta Tulliani, compagna di Gianfranco Fini. Sei anni ha avuto il fratello di lei, Giancarlo, mentre il padre, Sergio, è stato condannato a 5 anni.

“Non sono deluso: non sono stato ritenuto responsabile di riciclaggio, evidentemente l’unica cosa che ha impedito di assolvermi è l’autorizzazione alla vendita dell’abitazione”. Lo ha detto Gianfranco Fini, dopo la sentenza di condanna nei suoi confronti a 2 anni ed otto mesi in relazione alla vicenda della casa di Montecarlo definita paradossale.

“Non sono stato dichiarato responsabile di alcuna attività di riciclaggio – ha continuato – L’unico punto su cui il collegio di giudici ha ritenuto di non assolvermi completamente è quell’autorizzazione alla vendita che è del tutto evidente non è stata da me autorizzata”.

Insomma – ha detto ancora l’ex presidente della Camera – “me ne vado più sereno di quello che si può pensare dopo 7 anni di processi. Ricordo a me stesso che per analoga vicenda una denuncia a mio carico venne archiviata dalla procura di Roma. Me ne vado più sereno di quello che qualcuno può pensare: certo 7 anni per arrivare a una conclusione come questa.

Comunque “è giusto avere fiducia nella giustizia, certo se fosse un po’ sollecita. Dopo tanto parlare, dopo tante polemiche, tante accuse, tanta denigrazione da un punto di vista politico sono stato ritenuto responsabile di cosa? Di aver autorizzato la vendita di un appartamento… Non mi è ben chiaro in cosa consista il reato”.

Al centro della vicenda giudiziaria c’è la vendita della casa di Montecarlo, lasciata in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale, che sarebbe stata acquistata, secondo l’accusa, da Giancarlo Tulliani attraverso società off-shore.