Suicidio assistito, in Friuli depositate 8.266 firme per legge regionale – askanews.it

Suicidio assistito, in Friuli depositate 8.266 firme per legge regionale

Corteo associazione Luca Coscioni a Trieste. Marco Cappato e Filomena Gallo: “liberi subito”
Ago 11, 2023

Roma, 11 ago. (askanews) – “Grazie ai tanti militanti e iscritti alle cellule Coscioni di Trieste, Pordenone, Udine, Gorizia e al Comitato Promotore, l’Associazione Luca Coscioni ha depositato in Regione le firme raccolte per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare sull’aiuto al suicidio assistito ‘Liberi Subito’. Sono infatti 8266 i cittadini friulani ad aver sottoscritto la pdl che mira a regolamentare l’aiuto medico alla morte volontaria, garantendo a chi ne fa richiesta tempistiche e procedure certe”. Lo fa sapere l’associazione Luca Coscioni che questa mattina, al termine del corteo partito da Piazza Cavana, ha effettuato il deposito delle firme in piazza Oberdan, alla presenza del Comitato Promotore della campagna e di Matteo Mainardi, coordinatore nazionale della campagna.

I prossimi passaggi per arrivare alla discussione della legge sono descritti dalla legge regionale 05/2003 e prevedono che entro l’11 ottobre 2023 la Regione, attraverso la Commissione di Garanzia Statutaria, si esprima sull’ammissibilità della proposta di legge regionale; nei successivi 7 giorni la decisione della Commissione di Garanzia verrà inviata al Presidente del Consiglio Regionale e verrà pubblicata sul BUR; entro 10 giorni dalla pubblicazione sul BUR, il Presidente del Consiglio Regionale assegna la discussione della proposta di legge alla Commissione competente; entro gli 8 mesi successivi, la Commissione competente ha l’obbligo di discutere la proposta di legge.

“La proposta di legge – dichiara Matteo Mainardi – mira a evitare ulteriori casi come quello della signora ‘Anna’, protagonista di un iter per l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria che conta a oggi 280 giorni di attesa, caratterizzato da un lungo e doloroso calvario causato dall’ostruzionismo dell’azienda sanitaria prima di vedere riconosciuto il proprio diritto.”.

La donna triestina di 55 anni, affetta da sclerosi multipla, a seguito dell’ordinanza cautelare pronunciata dal Tribunale di Trieste, nei giorni scorsi ha riacceso il dibattito sul tema, quando ha finalmente ottenuto una prima risposta determinata dalla verifica delle sue condizioni da parte della “Commissione per l’accertamento dei requisiti SMA” dell’azienda sanitaria ASUGI, che ha verificato la presenza dei requisiti necessari per l’accesso alla morte volontaria assistita. Ora manca solo il parere del Comitato Etico competente per ASUGI.

L’aiuto alla morte volontaria assistita, il cosiddetto “suicidio assistito”, in Italia è regolamentato dalla sentenza 242\2019 della Corte Costituzionale sul caso Cappato\Dj Fabo, che ha legalizzato l’accesso alla procedura ma solo a determinate condizioni, da verificare tramite il Servizio Sanitario Nazionale con il parere del Comitato Etico compentente. Si può accedere a condizione di essere: pienamente capaci di prendere decisioni libere e consapevoli, affetti da una patologia irreversibile fonte di intollerabili sofferenze e tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale.

“E proprio su quest’ultimo requisito – continua Matteo Mainardi – il caso della signora ‘Anna’ ha già segnato una svolta sul tema in Italia. Per la prima volta infatti per “TRATTAMENTO DI SOSTEGNO VITALE” è stata riconosciuta “L’ASSOLUTA E COMPLETA ASSISTENZA RICEVUTA DA PARTE DI TERZI” in piena conformità con il giudicato costituzionale, un precedente importante che allarga ulteriormente la platea dei potenziali aventi diritto alla morte volontaria assistita”.

“Chiediamo ai consiglieri regionali – hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni- una presa di coscienza e di consapevolezza, basata sull’evidenza che sul fine vita l’Italia si sta avvicinando alla Svizzera senza che il Parlamento si occupi della materia. Anche le singole regioni possono legiferare sul tema. Grazie al coraggio delle persone malate che come ‘Anna’ hanno agito alla luce del sole, alle azioni di disobbedienza civile e all’esercizio della responsabilità professionale di medici e giudici esistono già oggi precedenti giudiziari e amministrativi utili per accogliere legalmente in Italia le richieste di aiuto al fine vita da parte dello stesso segmento di popolazione che ottiene legalmente l’eutanasia in Olanda. Occorre solo rendersene conto e produrre delle regole mirate a evitare lunghi calvari. Nell’indifferenza dei partiti, abbiamo ottenuto riforme tanto profonde quanto sconosciute. Se la PdL popolare ‘Liberi Subito’ fosse stata in vigore la procedura si sarebbe ultimata in 20 giorni e poi ‘Anna’ avrebbe potuto decidere se e quando procedere. Così dovrebbe essere su tutto il territorio italiano”.

LA PDL REGIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE “LIBERI SUBITO”

Il Friuli Venezia Giulia non è l’unica regione ad aver avviato l’iter della legge regionale. Qui lo scenario nazionale completo.

La Regione Abruzzo, come già fatto da Veneto, Emilia Romagna e Toscana, ha già ritenuto che le norme contenute nella proposta di legge rientrino nelle sue competenze e siano rispettose della Costituzione italiana. Oltre a queste anche Sardegna, Puglia e Marche hanno depositato la pdl, ma tramite l’iniziativa di alcuni consiglieri regionali, così da rendere non necessaria la raccolta firme. Analoga proposta verrà depositata in Basilicata e Lazio, Grazie all’azione dei Comuni. Il Piemonte invece sta completando la raccolta firme necessarie.