Roma, 20 apr. (askanews) – I Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno consegnato alla Soprintendenza di Venezia due pregiati reperti archeologici oggetto di ricettazione. Si tratta di un askos e un’anfora apuli confiscati e consegnati il 20 aprile 2023 alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Venezia, a parziale conclusione dell’indagine ‘Magna Grecia’, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
L’individuazione dei beni, provenienti da contesti archeologici italici, è avvenuta a seguito di specifici servizi di controllo del mercato dell’arte, finalizzati a prevenire e contrastare il commercio di beni culturali di provenienza illecita.
Un primo reperto è costituito da un askos apulo a figure rosse, che si data tra la fine del IV e l’inizio del III sec. a.C. La forma della ceramica richiama un’anatra stilizzata, cui la testa è costituita dal bocchello del recipiente, e la coda da una testina decorativa suddipinta in ocra.
C’è poi un’anfora apula a figure rosse con anse a nastro, databile alla metà del IV sec. a.C. Entrambi i manufatti per classe ceramica, tipologia, produzione e dimensioni sono risultati essere, agli esami tecnico-scientifici effettuati, provenienti da contesti archeologici ubicati in territorio italiano. L’ottimo stato di conservazione degli oggetti suggerisce una verosimile provenienza da contesti funerari, come parti di corredo.
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