Il nipote di Messina Denaro: scelsi Impastato e tutti mi emarginarono – askanews.it

Il nipote di Messina Denaro: scelsi Impastato e tutti mi emarginarono

Roma, 19 gen. (askanews) – “Si’, ho visto quei 500 ragazzi che sono scesi in piazza a Castelvetrano dopo la cattura di Matteo Messina Denaro. Ma saro’ davvero contento solo quando manifesteranno i genitori, non i figli. Questo e’ il momento di ritrovare un briciolo di coraggio”. Giuseppe Cimarosa e’ il nipote di Matteo Messina Denaro. L’unico della famiglia ad avere ripudiato da sempre il padrino. Sua madre, Rosa Filardo, lo guarda e annuisce, mentre rilascia un’intervista a Repubblica. La mamma di Rosa e quella del boss sono sorelle. Giuseppe ha 40 anni, fa l’istruttore di equitazione e il regista di teatro equestre. “Questa parentela sara’ pure lontana, ma mi ha rovinato l’infanzia e l’adolescenza. Come uno stigma”, afferma. A scuola, “i miei compagni di classe parlavano con ammirazione di quell’uomo inafferrabile. Lo consideravano un mito”. Ma per Giuseppe “non c’era nulla di cui vantarsi”. “Avevo conosciuto la storia di Peppino Impastato ed era lui il mio punto di riferimento ideale”, sottolinea. “Cosi’ e’ iniziato il conflitto profondo con mio padre. Lo hanno arrestato per la prima volta quando avevo da poco compiuto 15 anni”. “Nel 2013, quando mio padre ha iniziato a collaborare con la giustizia, ho rifiutato il programma di protezione”. Perche’? “Io mi chiamo Giuseppe Cimarosa. Ho una mia identita’ di persona onesta che ho costruito negli anni e con fatica. Non ci rinuncio per colpa di Matteo. Non sono un eroe, ho fatto una scelta, ho preferito la liberta’ e rimanere a casa mia. Pero’ ho pagato un prezzo”: “Sono dieci anni che viviamo con l’ansia di essere ammazzati a colpi di pistola o con una bomba”. Giuseppe ricorda che dopo la morte del padre, “la sua tomba e’ stata distrutta due volte e gia’ questo e’ un segnale”. “Ma forse alla famiglia di Matteo Messina Denaro non conveniva farmi del male, mi avrebbe trasformato in un martire. Tanto ci pensavano gli altri, a farmi vivere l’inferno sulla terra”. A chi si riferisce? “Alla societa’, a quelli che mi hanno emarginato. Agli amici che da un giorno all’altro non mi hanno piu’ risposto al telefono e mi hanno abbandonato. Ai ragazzi che frequentavano il maneggio e sono spariti”. Coa/Int13
Gen 19, 2023

Giuseppe Cimarosa ha ripudiato il boss: “la mia vita e’ stata un inferno”

Roma, 19 gen. (askanews) – “Si’, ho visto quei 500 ragazzi che sono scesi in piazza a Castelvetrano dopo la cattura di Matteo Messina Denaro. Ma saro’ davvero contento solo quando manifesteranno i genitori, non i figli. Questo e’ il momento di ritrovare un briciolo di coraggio”. Giuseppe Cimarosa e’ il nipote di Matteo Messina Denaro. L’unico della famiglia ad avere ripudiato da sempre il padrino. Sua madre, Rosa Filardo, lo guarda e annuisce, mentre rilascia un’intervista a Repubblica. La mamma di Rosa e quella del boss sono sorelle. Giuseppe ha 40 anni, fa l’istruttore di equitazione e il regista di teatro equestre. “Questa parentela sara’ pure lontana, ma mi ha rovinato l’infanzia e l’adolescenza. Come uno stigma”, afferma.

A scuola, “i miei compagni di classe parlavano con ammirazione di quell’uomo inafferrabile. Lo consideravano un mito”. Ma per Giuseppe “non c’era nulla di cui vantarsi”. “Avevo conosciuto la storia di Peppino Impastato ed era lui il mio punto di riferimento ideale”, sottolinea. “Cosi’ e’ iniziato il conflitto profondo con mio padre. Lo hanno arrestato per la prima volta quando avevo da poco compiuto 15 anni”. “Nel 2013, quando mio padre ha iniziato a collaborare con la giustizia, ho rifiutato il programma di protezione”. Perche’? “Io mi chiamo Giuseppe Cimarosa. Ho una mia identita’ di persona onesta che ho costruito negli anni e con fatica. Non ci rinuncio per colpa di Matteo. Non sono un eroe, ho fatto una scelta, ho preferito la liberta’ e rimanere a casa mia. Pero’ ho pagato un prezzo”: “Sono dieci anni che viviamo con l’ansia di essere ammazzati a colpi di pistola o con una bomba”.

Giuseppe ricorda che dopo la morte del padre, “la sua tomba e’ stata distrutta due volte e gia’ questo e’ un segnale”. “Ma forse alla famiglia di Matteo Messina Denaro non conveniva farmi del male, mi avrebbe trasformato in un martire. Tanto ci pensavano gli altri, a farmi vivere l’inferno sulla terra”. A chi si riferisce? “Alla societa’, a quelli che mi hanno emarginato. Agli amici che da un giorno all’altro non mi hanno piu’ risposto al telefono e mi hanno abbandonato. Ai ragazzi che frequentavano il maneggio e sono spariti”.

Coa/Int13