La musica azerbaigiana ospite a Roma: ponte tra culture – askanews.it

La musica azerbaigiana ospite a Roma: ponte tra culture

Dic 22, 2022
Roma, 22 dic. (askanews) – La musica azerbaigiana è stata ospitata a Roma il 20 e 21 dicembre. Primo appuntamento, un evento dedicato a musicisti, studiosi e appassionati: una masterclass sulla musica azerbaigiana con il suonatore di tar di fama internazionale Sahib Pashazade. Oltre al tar, protagonisti il kamancha e il pianoforte, nell’incantevole sede del neo-inaugurato Centro culturale dell’Azerbaigian.

Il 21 dicembre Sahib Pashazade, insieme ai cantanti Kamile Nebiyeva e Ilkin Ahmadov, al suonatore di kamancha Khayyam Mammedov e alla pianista Saida Taghi-zadeh, si sono esibiti nel concerto “Kharibulbul”, presso il Teatro Sala Umberto di Roma.

La serata è stata dedicata al 270mo anniversario della città di Shusha, capitale culturale dell’Azerbaigian.

Nel repertorio brani della musica tradizionale azerbaigiana e della cultura italiana, a sintesi di un rapporto privilegiato tra Azerbaigian e Italia, che quest’anno hanno festeggiato i trent’anni di relazioni diplomatiche, giunte ad un livello di partenariato strategico. Tra i brani eseguiti: Il mio Azerbaigian di Alibaba Mammedov, canzoni popolari, ma anche un’ouverture da “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini e l’Estate da “Le quattro stagioni” di Vivaldi.

A spiccare nella cultura musicale azerbaigiana il Mugham, ascoltato durante il concerto, forma musicale caratterizzata da un alto grado di improvvisazione, che dal 2003 è inserito nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco.

Tra la prima e la seconda parte del concerto il pubblico ha potuto ammirare un toccante video di Shusha dell’italiano Fabrizio Conti.

La serata è stata aperta dai saluti dell’Ambasciatore designato della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, S.E. Rashad Aslanov, e ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico, espressione del mondo diplomatico, politico, accademico, imprenditoriale e di molti appassionati, che hanno scoperto, in questa occasione, un nuovo piccolo tassello della cultura azerbaigiana.