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Queste tutte le vigenti sanzioni dellUe contro la Russia

Milano, 5 set. (askanews) – L’Unione europea ha adottato una serie di pacchetti di sanzioni contro la Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina. L’ultimo, il settimo, è dello scorso 21 luglio. Bruxelels ha imposto diversi tipi di sanzioni: misure restrittive individuali; sanzioni economiche; misure diplomatiche; restrizioni ai media; restrizioni alle relazioni economiche con la Crimea e Sebastopoli; restrizioni alle relazioni economiche con le zone non controllate dal governo delle regioni di Donetsk e Luhansk e restrizioni alla cooperazione economica.

Le misure “sono intese a indebolire la capacità del Cremlino di finanziare la guerra e a imporre chiari costi economici e politici nei confronti dell’élite politica russa responsabile dell’invasione”. Già dal 2014 l’Ue ha imposto gradualmente misure restrittive nei confronti di Mosca in risposta all’annessione “illegale” della Crimea.


Le misure restrittive individuali prevedono il congelamento dei beni e restrizioni di viaggio per 1214 persone e 108 entità. Tra le persone oggetto di sanzioni figurano: il presidente Vladimir Putin, il ministro degli esteri Sergey Lavrov, l’ex presidente dell’Ucraina e il figlio Viktor e Oleksandr Yanukovych, membri della Duma di Stato russa, membri del Consiglio di sicurezza nazionale, militari e alti funzionari, imprenditori e oligarchi, tra cui Roman Abramovich, persone responsabili delle atrocità commesse a Bucha e a Mariupol, personalità politiche locali come il sindaco di Mosca, propagandisti pro-Cremlino e anti-ucraini, persone coinvolte nel reclutamento di mercenari siriani per combattere in Ucraina. Tali misure, introdotte per la prima volta nel marzo 2014, sono state prorogate da ultimo fino al 15 settembre 2022.

Le sanzioni economiche, attualmente prorogate fino al 31 gennaio 2023, riguardano diversi settori: finanziario, commerciale, energetico, dei trasporti, della tecnologia e della difesa.


In particolare, per quanto riguarda il settore finanziario sono previsti: restrizione dell’accesso ai mercati dei capitali primari e secondari dell’Ue per talune banche e società russe; divieto di effettuare operazioni con la Banca centrale russa e la Banca centrale della Bielorussia; blocco dell’accesso a SWIFT per talune banche russe e bielorusse; divieto di fornire banconote denominate in euro alla Russia e alla Bielorussia; divieto di finanziamenti o investimenti pubblici in Russia; divieto di investire o contribuire a progetti cofinanziati dal Fondo russo per gli investimenti diretti.

Sul fronte dell’energia: divieto di importazione di carbone dalla Russia; divieto di importazione di petrolio dalla Russia, con limitate eccezioni; divieto di esportazione verso la Russia di beni e tecnologie nel settore della raffinazione del petrolio; divieto di effettuare nuovi investimenti nel settore dell’energia della Russia.


Sul fronte trasporti: chiusura dello spazio aereo dell’Ue a tutti gli aeromobili di proprietà russa o immatricolati in Russia; chiusura dei porti dell’Ue alle navi russe; divieto di accesso all’Ue per i trasportatori su strada russi e bielorussi; divieto di esportazione verso la Russia di beni e tecnologia nei settori aeronautico, marittimo e spaziale.

Sul fronte della Difesa: divieto di esportazione verso la Russia di beni e tecnologie a duplice uso potenzialmente in grado di contribuire alle capacità di difesa e sicurezza della Russia; divieto di commercio di armi.

Infine, per quanto riguarda le materie prime e altri beni, le sanzioni prevedono: divieto di importazione dalla Russia nell’Ue di prodotti siderurgici, legno, cemento, prodotti ittici e liquori; divieto di esportazione verso la Russia di beni di lusso; divieto di importazione di oro dalla Russia.

Le restrizioni ai media vedono l’Ue aver sospeso nel 2022 le trasmissioni nell’Unione di cinque emittenti statali russe: Sputnik, Russia Today, Rossiya RTR/RTR Planeta, Rossiya 24/Russia 24, TV Centre International.

Sul fronte delle miisure diplomatiche, a febbraio 2022 l’Ue ha deciso che i diplomatici russi e altri funzionari e imprenditori russi non possono più beneficiare delle disposizioni sulla facilitazione del rilascio dei visti, che consentono un accesso privilegiato all’Ue. La decisione non riguarda i comuni cittadini russi.

Per quanto riguarda le misure concernenti la cooperazione economica, già luglio 2014 i leader dell’Ue avevano introdotto restrizioni alla cooperazione economica, ossia: alla Banca europea per gli investimenti (BEI) è stato chiesto di sospendere la firma di nuove operazioni di finanziamento nella Federazione russa; gli Stati membri hanno convenuto di coordinare le loro posizioni in seno al cda della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) al fine di sospendere anche il finanziamento di nuove operazioni; l’attuazione di programmi di cooperazione bilaterale e regionale dell’Ue con la Russia è stata riesaminata e alcuni programmi sono stati sospesi.

Prorogate, infine, tali misure fino al 23 giugno 2023, le restrizioni alle relazioni economiche con la Crimea e Sebastopoli, e fino al 24 febbraio 2023 quelle con le zone non controllate dal governo delle regioni di Donetsk e Luhansk.

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