Libia, rinviato il voto, spetta ora a Tobruk definire road map – askanews.it

Libia, rinviato il voto, spetta ora a Tobruk definire road map

Dic 23, 2021
Roma, 23 dic. (askanews) – Terminata l’incertezza sul voto in programma domani in Libia, rinviato ieri a data da definire, spetta ora a un comitato di 10 persone, designato dal parlamento di Tobruk, stabilire una road map che consenta al Paese di proseguire sul cammino di stabilizzazione avviato nei mesi scorsi. Intanto il Consigliere speciale dell’Onu per la Libia, Stephanie Williams, sta proseguendo nei suoi incontri con i diversi esponenti politici libici “per discutere delle modalità per proteggere e portare avanti il processo elettorale e garantire al popolo libico l’opportunità di scegliere la propria leadership”. Un’aspirazione confermata dal numero di elettori registrati in questi mesi: oltre 2,8 milioni su sette milioni di abitanti.

La speranza di tenere le consultazioni nella data prevista dalla road map concordata dal Forum di dialogo politico libico nel novembre del 2020 si è infranta dopo settimane di ricorsi in giudizio contro alcuni dei candidati più controversi alla presidenza, tra cui il secondogenito di Muammar Gheddafi, Saif al-Islam, e il generale Khalifa Haftar.

Ieri, la Commissione elettorale ha spiegato l’impossibilità di tenere le consultazioni con l’assenza di una legge elettorale chiara riguardo al ruolo della magistratura nei ricorsi, che hanno minato l’autorità della stessa Commissione. Proprio la Commissione aveva escluso Saif al Islam dalla corsa alla presidenza, perchè ricercato per crimini di guerra, vedendo poi annullare la propria decisione da una corte di giustizia. Non sono poi mancate interferenze che hanno impedito la pubblicazione di una lista definitiva dei candidati, ha aggiunto la Commissione.

Di fatto il processo elettorale ha iniziato a registrare i primi problemi in Libia proprio con la legge elettorale approvata lo scorso settembre dal presidente del parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, accusato da più parti di aver redatto una norma volta a favorire il generale Haftar. La legge è stata criticata in particolare dall’Alto Consiglio di Stato di Tripoli, escluso dal processo di ratifica, che negli ultimi mesi ha più volte sollecitato una modifica della norma e la defizione di una cornice costituzionale chiara prima di chiamare gli elettori alle urne.

Da parte sua, la Commissione elettorale ha proposto ieri di rinviare il voto al prossimo 24 gennaio, precisando però che spetta sempre alla Camera dei rappresentanti di Tobruk stabilire una nuova data. Due giorni fa è invece stata fatta trapelare una proposta che il Consiglio presidenziale potrebbe annunciare a breve per un rinvio del voto di diversi mesi.

Di fatto il comitato formato dal parlamento è stato incaricato ieri di presentare entro una settimana le proprie conclusioni alla presidenza.

In attesa di conoscere la nuova road map, non è chiaro quale ruolo avrà il governo di unità nazionale del premier Abdel Hamid Dbeibah, insediato lo scorso marzo con il mandato di guidare il Paese alle elezioni del 24 dicembre. Con il timore che un vuoto politico possa scatenare nuove violenze, soprattutto a fronte delle crescenti tensioni registrate negli ultimi giorni a Tripoli, con strade bloccate e movimenti di forze armate nel Sud della città che hanno visto Università e scuole rimandare a casa gli studenti.