Spazio a LightFlow per una chetogenica come non si era mai vista

Perché il benessere deve essere alla portata di tutti

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Roma, 22 mar. – Ormai è comprovato: il dimagrimento non è solo una questione estetica ma di salute. Il sovrappeso può essere sintomo di un organismo affaticato, in stato infiammatorio che può sfociare in diverse patologie, come: dolori articolari e ossei; difficoltà respiratorie; problematiche cardiovascolari di diversa entità. In generale, anche per i soggetti normopeso, la prevenzione comincia a tavola e fare le scelte giuste in ambito alimentare rappresenta il primo passo per preservare il proprio stato di salute e migliorarlo. Certo, benché sia nota l’importanza di ridurre gli zuccheri, ovvero i carboidrati, per implementare il proprio stato di salute, ben poche si impegnano a farlo. Del resto, l’essere umano vive l’eterna lotta interiore tra la ricerca del piacere e la fuga dal dolore e, nella maggior parte dei casi, non esita a scegliere la prima opzione; pur sapendo che si tratta di un piacere effimero e fugace che, nel tempo, potrebbe causare un dolore ben più grande. Gli esempi più eclatanti in tal senso sono sigarette, alcolici e droghe. Proprio per dare la possibilità a tutti di stare bene senza cambiare le proprie abitudini, nel 2012 a L’Aquila è nato il progetto LightFlow. Sulla base della mission di diffondere benessere presso il numero più ampio possibile di persone, l’azienda aquilana, guidata da Fabrizio Mellone, suo fondatore, ha ideato una linea di prodotti per la dieta chetogenica o low carb, caratterizzati da valori nutrizionali davvero incredibili ma nell’apparenza e nel gusto del tutto simili a quelli tradizionali. La ricerca di LightFlow è partita dal presupposto che tutte le diete si dimostrano efficaci nell’immediato ma poco efficienti nel lungo periodo, perché impossibili da seguire. Diete ipocaloriche, Dukan, dieta a zona, hanno sostanzialmente tre contro: primo, richiedono il conteggio delle calorie e il peso degli alimenti; secondo: spesso prevedono un eccessivo consumo di proteine; terzo implicano sacrifici e rinunce. Questi fattori le rendono oltre che inutili, anche controproducenti, dato che la frustrazione che generano spesso conduce a nuove abbuffate. Tra i regimi nutrizionali dimagranti, quello chetogenico sta suscitando i maggiori consensi in ambito medico scientifico per i numerosi benefici che apporta alla salute, tanto da venir utilizzato anche come strumento terapeutico. Tuttavia, anche la dieta chetogenica o low carb può essere difficile da seguire nel lungo periodo perché, ponendo alla base della piramide alimentare i grassi, implica la drastica riduzione dei carboidrati. Quindi, benché la chetogenica sia molto saziante e facile da fare, perché non si focalizza sul numero, ma sulla provenienza delle calorie – che non sono tutte uguali; tale regime alimentare può creare delle difficoltà a livello sociale e pratico. Le privazioni possono avere un effetto boomerang e i meno esperti potrebbero confondere la chetogenica per un’iperproteica. Premesso che una “dieta” si rivela effettivamente efficace quando non viene percepita come tale, ma come un piacere, uno stile di vita, un atto di amore verso se stessi. Proprio per ovviare alle difficoltà dell’alimentazione chetogenica e renderla facile, gustosa e varia, LightFlow ha creato Carbolight: una gamma di prodotti identici nella forma e nel gusto a quelli tradizionali: primi piatti; dolci; snack; farine; ma, completamente diversi nei valori nutrizionali. In particolare, i prodotti Carbolight sono pressoché privi di carboidrati, perché a base di fibre preziose, un macronutriente indispensabile per la salute del microbiota intestinale, dunque dell’organismo e, in generale, carente nell’alimentazione occidentale. In più, sono arricchiti con grassi buoni, come l’olio di cocco e le proteine isolate del lupino. “L’eccellenza e l’unicità dei prodotti LightFlow, – ha affermato Fabrizio Mellone, fondatore di LightFlow – emerge palesemente leggendo gli ingredienti da cui sono composti (oltre che i valori nutrizionali). In altre parole: la loro eccezionalità è strettamente legata alla complessità della produzione. Si tratta di prodotti nati da un accuratissimo lavoro di studio e ricerca, durato oltre dieci anni – e che non terminerà mai.” “Infatti, – ha continuato Fabrizio Mellone – se i prodotti tradizionali sono realizzati con un ristretto numero di ingredienti, quelli LightFlow ne contengono almeno quindici. Tutte materie prime certificate e testate, della massima qualità, selezionate in base ad un criterio fondamentale: contribuire al benessere dell’organismo. Motivo per cui abbiamo scelto di porre alla base dei nostri alimenti fibre come l’amido resistente; l’inulina; l’oligofruttosio.” “Chiaramente, – ha concluso Mellone – per combinare questi ingredienti e rispettare anche l’altro criterio che ci siamo imposti: ovvero uguagliare o superare i benchmark di gusto dei prodotti normali, abbiamo messo insieme un pull di esperti: medici, nutrizionisti, ingegneri, tecnologi alimentari che tutt’ora continua a collaborare e a fare ricerca per creare alimenti sempre più performanti, in termini di gusto e valori nutrizionali.” “Sicuramente, i prodotti attraverso cui siamo arrivati al cuore dei nostri clienti, in primis italiani, sono i primi piatti. Praticamente identici a quelli tradizionali ma con solo 4,5 grammi di carboidrati per 100 grammi di prodotto; a fronte della pasta tradizionale che conta circa 70 grammi di carboidrati per un etto di prodotto.”