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Vino: nel 2022 volumi vendita calati del 5,4% nella distribuzione moderna

Anticipazione ricerca Circana che sarà presentata a Vinitaly il 3 aprile

MAR 17, 2023 -

Milano, 17 mar. (askanews) – Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella distribuzione moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già Iri) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19esima tavola rotonda su vino e distribuzione moderna, organizzata da Veronafiere. Dai dati generali delle vendite nell’anno 2022 emerge che a valore il calo in generale per il vino è stato dell’1,8% ma se si guarda a volume il calo sale al 5,4%. Per gli spumanti la contrazione a volume è stata del 4,7% che diventa uno 0,2% se si esclude il Prosecco. Calo a doppia cifra per i volumi di vino liquoroso, scesi del 12,6%. Performance negativa anche per i vini rossi arretrati di oltre un 7%. Per quanto riguarda invece la classifica dei vini e degli spumanti più venduti a volume nella distribuzione moderna, sul podio troviamo il prosecco (Veneto e Friuli Venezia Giulia) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri. Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10imo posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12esimo posto con sei milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13esimo posto con quasi sei milioni di litri. La classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli col maggior tasso di crescita rispetto all’anno precedente, elaborata a valore, mostra invece sul podio: Ribolla (Friuli V.G.) con +12%; Muller Thurgau (Trentino Alto Adige) con +10%; Vermentino (Sardegna, Liguria, Toscana) con +9,9%. Da notare i buoni piazzamenti in questa speciale classifica di Vernaccia (Toscana), Orvieto (Umbria, Lazio), Nebbiolo (Piemonte, Lombardia). “Lo scenario geo-politico e le conseguenze sui prezzi hanno generato effetti non marginali sulle vendite, che però hanno resistito evitando un tracollo – ha dichiarato Virgilio Romano, business insight director di Circana (già Iri) – La fine del Covid potrebbe dare più certezze a tutti. Nel corso della tavola rotonda presenteremo i dati dei primi mesi dell’anno, in modo da approfondire i primi segnali che vengono dai mercati e che potrebbero condizionare il 2023. Senza drammatici ulteriori aumenti dei prezzi, le Cantine e la Distribuzione potranno tornare a confrontarsi sulla base delle scelte aziendali e delle strategie di medio-lungo periodo”. “Nel tempo è divenuta uno dei luoghi privilegiati del dialogo tra le cantine e le insegne distributive, spesso caratterizzato da posizioni lontane – ha sottolineato Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere, a proposito della tavola rotonda promossa con Vinitaly – Per favorire l’incontro, in un periodo non facile per le vendite del vino, abbiamo anche rinnovato la formula, che consentirà ai rappresentanti dei produttori di porre direttamente domande ai distributori, in modo che il confronto sia sempre più costruttivo”.