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Von der Leyen: rilanciare l’industria con la transizione verde

Intesa con gli Usa, nuove iniziative per la competitività Ue

MAR 15, 2023 -

Bruxelles, 15 mar. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha confermato oggi a Strasburgo, intervenendo davanti alla plenaria del Parlamento europeo, che saranno presentati domani dall’Esecutivo comunitario i due pilastri del nuovo piano industriale europeo per il Green Deal, il ‘Net Zero Industry Act’ (Regolamento per l’industria a zero emissioni nette) e il ‘Critical Raw Material Act’ (Regolamento per le materie prime critiche). Von der Leyen ha riferito sui risultati positivi della sua visita al presidente Usa Joe Biden a Washington venerdì scorso, in particolare riguardo all’accesso dell’industria automotive europea alle massicce sovvenzioni americane dell’Ira (‘Inflation Reduction Act’) e all’intesa sul trattamento non discriminatorio negli Stati Uniti per le materie prime provenienti dall’Ue, e ha inoltre annunciato una serie di nuove iniziative per sostenere e rafforzare la competitività dell’economia europea e realizzare in pieno il potenziale del mercato unico, a trent’anni dal suo avvio. Innanzitutto, la presidente della Commissione ha annunciato che proporrà ai capi di Stato e di governo dell’Ue di aumentare l’obiettivo comune della spesa per la ricerca; in secondo luogo, l’Esecutivo comunitario presenterà entro l’autunno delle proposte concrete per ridurre gli oneri burocratici imposti alle imprese e semplificare i requisiti di reporting aziendale, riducendoli complessivamente del 25%; saranno anche facilitate e rese più rapide le procedure di autorizzazione, ‘come regola e non come eccezione’, sull’esempio di quanto è già accaduto riguardo ai permessi per gli impianti di energia rinnovabile; infine, la Commissione presenterà una serie di indicatori chiave delle prestazioni dell’economia europea e della sua competitività, con un rapporto annuale all’Europarlamento che comprenderà ad esempio l’andamento degli investimenti privati, la formazione professionale continua, la digitalizzazione delle imprese. ‘Con la guerra alle nostre porte, la volatilità dei prezzi dell’energia e i massicci investimenti nelle tecnologie pulite, l’Europa deve rilanciare il gioco: questa è la nostra proposta’, ha affermato von der Leyen. Con Biden, ha riferito von der Leyen, ‘abbiamo avuto un’ottima discussione sull’Ira. Esiste una sorprendente simmetria tra Inflation Reduction Act’ e il Green Deal europeo. Entrambe sono contemporaneamente una strategia per il clima e una strategia per gli investimenti e la crescita. Entrambi includono finanziamenti per una giusta transizione. Ed entrambi includono standard normativi. Solo per quanto riguarda il sistema dello scambio dei permessi di emissione il sistema statunitense è ancora molto più limitato del nostro’. ‘In altre parole – ha rilevato la presidenza della Commissione -, le due economie più grandi e avanzate del mondo si stanno ora muovendo nella stessa direzione. Pertanto, accolgo con favore l’Ira per il suo massiccio investimento nelle tecnologie pulite’. Von der Leyen ha ricordato che ‘alcuni aspetti dell’Ira ci preoccupavano e necessitavano di soluzioni’, ma, ha continuato, ‘ora sono lieta di annunciare che abbiamo trovato delle soluzioni. Venerdì il presidente Biden e io abbiamo confermato l’intesa sui veicoli elettrici che consente alle case automobilistiche europee di accedere alle agevolazioni fiscali statunitensi’. Inoltre, ha aggiunto la presidente della Commissione, ‘abbiamo avviato discussioni su un accordo sulle materie prime essenziali. L’obiettivo è garantire che le materie prime critiche per le batterie dei veicoli elettrici, estratte o lavorate nell’Ue, siano trattate come se provenissero dagli Stati Uniti. Ciò garantirà solide catene di approvvigionamento per le batterie in Europa e garantirà l’accesso al mercato statunitense. E abbiamo anche avviato un dialogo sulla trasparenza degli incentivi per l’industria delle tecnologie pulite’. Von der Leyen ha quindi citato tre cifre: ‘L’anno scorso gli investimenti globali nella transizione pulita hanno superato i mille miliardi di dollari. È il 30% in più rispetto all’anno precedente. E questo mercato globale per le tecnologie a emissioni zero nette è destinato a triplicare entro il 2030. In altre parole – ha sottolineato -, la corsa è iniziata. Dobbiamo agire insieme se vogliamo rimanere in prima linea. Dobbiamo coltivare la nostra base industriale per le tecnologie pulite, sia per creare nuovi posti di lavoro qui in Europa sia per garantire l’accesso alle soluzioni pulite di cui abbiamo urgentemente bisogno. Ed è proprio di questo che tratta il piano industriale del Green Deal’. Il ‘Net-Zero Industry Act’, che sarà proposto domani, fisserà l’obiettivo di produrre nell’Ue entro il 2030, ‘almeno il 40% delle tecnologie pulite necessarie’, mentre il ‘Critical Raw Materials Act’, previsto anch’esso per domani, ‘mira a garantire l’approvvigionamento di materiali critici che sono assolutamente essenziali per la transizione digitale e verde’, ha detto la presidente della Commissione. ‘Questi minerali – ha spiegato – alimentano telefoni e veicoli elettrici, chip e batterie, pannelli solari e turbine eoliche. Non possono funzionare senza materie prime critiche. E la loro domanda aumenterà notevolmente nei prossimi anni e decenni. Come è noto, oggi l’Ue dipende fortemente da alcuni paesi terzi per queste materie prime strategiche. Riceviamo il 98% delle nostre forniture di terre rare e il 93% del nostro magnesio dalla Cina’. ‘La pandemia e la guerra – ha ricordato – ci hanno insegnato una lezione sulle dipendenze. Se vogliamo essere indipendenti, dobbiamo urgentemente rafforzare e diversificare le nostre catene di approvvigionamento con partner ‘like minded” che condividono i nostri valori. Von der Leyen ha citato l’esempio del Canada, da cui le aziende europee si approvvigionano di nichel a basso tenore di carbonio per produrre batterie nell’Ue. ‘Il Canada – ha detto – non è solo un partner affidabile. Condivide i nostri valori e garantisce che le materie prime vengano estratte con i più alti standard, per l’ambiente e per i lavoratori’. Il ‘Critical Raw Materials Act’ che verrà presentato domani ‘sosterrà questi sforzi delle aziende europee’, inoltre, ha affermato von der Leyen, ‘vogliamo estrarre più minerali e materie prime in Europa. Vogliamo aumentare la nostra capacità di lavorazione’ di questi materiali ‘fino ad almeno il 40% del consumo annuo. E, naturalmente, dobbiamo riciclare di più. In Canada – ha riferito ancora – ho visitato un’azienda che è in grado di riciclare il 95% di litio, cobalto e nichel dalle batterie. Questo è il futuro’. Quanto alla competitività dell’economia dell’Unione, von der Leyen ha ricordato che il suo maggior punto di forza, il mercato unico, quest’anno compie 30 anni. ‘Ma il potenziale del mercato unico – ha avvertito – ‘è ancora lungi dall’essere esaurito. Ci sono studi che dimostrano che con un suo ulteriore approfondimento’, dalla realizzazione dell’Unione del mercato dei capitali al potenziamento della ricerca e sviluppo, ‘potremmo sbloccare fino a 700 miliardi di euro’. La presidente della Commissione ha ricordato che nell’Ue sono stati sviluppati ‘i nuovi vaccini basati sull’Rna messaggero che ci hanno aiutato a superare la pandemia’. E che ‘tra il 2011 e il 2020 in Europa sono stati depositati più brevetti nel campo dell’idrogeno, un settore chiave per il futuro, che in qualunque altra parte del mondo. Questi – ha detto – sono solo due esempi che mostrano il potenziale dell’Europa’. ‘Noi – ha sottolineato – dobbiamo costruire su quel potenziale. Noi europei ci siamo prefissati l’obiettivo di spendere il 3% del nostro Pil in ricerca e sviluppo entro il 2030. Lentamente ma inesorabilmente, ci stiamo avvicinando a questo obiettivo. Ma non è abbastanza. Altri stanno andando più veloci e meglio di noi. Mentre l’importo che spendiamo in ricerca e sviluppo sta lentamente aumentando, la nostra quota di spesa globale nel settore è scesa dal 41% al 31% negli ultimi 20 anni’. ‘Insieme alla Presidenza svedese di turno del Consiglio Ue – ha annunciato von der Leyen -, vorrei quindi proporre ai capi di Stato e di governo di aumentare l’obiettivo comune dell’Europa per la spesa per la ricerca. Questo non è necessario solo per i ricercatori, gli scienziati e le imprese europei. Sarà anche un forte segnale – ha concluso – di quanto siamo determinati a rafforzare la nostra competitività’. Loc/Int2