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Giorno memoria, Gdf rende onore a deportati ricordando Parete a Milano

"Uomo 142192": il 26 gennaio incontro alla scuola media Alda Merini

GEN 25, 2023 -

Milano, 25 gen. (askanews) – “Uomo 142192”: è il titolo dell’appuntamento che il Premio Ermando Parete, dedicato al militare abruzzese della guardia di finanza deportato nel campo di sterminio di Dachau in Germania, organizzato giovedì 26 gennaio, alle 10, all’Auditorium dell’Istituto Alda Merini in via Sapri 50 a Milano, in occasione del Giorno della Memoria. Per riflettere sul valore della memoria e sulle tragedie del nostro tempo interverranno il comandante interregionale dell’Italia Nord Occidentale della guardia di finanza, Fabrizio Carrarini, il segretario generale dell’Aned, Leonardo Visco Girardi (l’associazione degli ex deportati alla quale Parete era iscritto) la giornalista de Il Foglio, Cecilia Sala, Angelo Lucio Rossi, il dirigente della scuola, Angelo Lucio Rossi, e Donato Parete, figlio di Ermando (scomparso nel 2016) e promotore del Premio. La storia di Ermando Parete è anche quella di tanti altri come lui condannati alla prigionia nel campo di sterminio di Dachau, per aver scelto di non tradire i propri principi passando dalla parte del nemico. Messo ai lavori forzati con il numero 142192 sul braccio sinistro, subisce torture e abusi dai soldati tedeschi, che arrivano a usarlo come cavia per esperimenti “scientifici” inumani. Il 29 aprile 1945 viene liberato dalla Settima armata Usa e torna in Abruzzo, nel suo paese natale. Dopo il congedo dal Corpo, nel 1969 decide di raccontare la sua esperienza e portarla nelle scuole, affinché non sia dimenticata. Ermando Parete era convinto che ricordare gli eventi della Shoah e delle sue vittime è un inestimabile strumento di tutela per il futuro. “Con questo incontro vogliamo scongiurare le paure manifestate in questi giorni dalla senatrice Liliana Segre. Vogliamo dire ‘No, l’orrore dell’Olocausto non sarà facilmente dimenticato’, perché non lo permetteremo” ha dichiarato Donato Parete, sottolineando “ad arginare questi eventi dall’oblio è l’impegno di tante persone che hanno scelto di non lasciare che le testimonianze dei sopravvissuti finiscano in un cassetto”.