Assarmatori a Bruxelles: rivedere norme su decarbonizzazione – askanews.it

Assarmatori a Bruxelles: rivedere norme su decarbonizzazione

Messina: armatori italiani in prima linea su dossier aperti
Mar 21, 2023

Roma, 21 mar. (askanews) – Armatori italiani in prima linea per fare la loro parte sui tanti dossier aperti a livello europeo e internazionale, a partire da quelli legati alla decarbonizzazione. “Anche la nostra costante e qualificata presenza nei luoghi dove si prendono le decisioni a livello continentale lo evidenzia. Nell’ultimo anno, con l’apertura dell’ufficio a Bruxelles, abbiamo portato il nostro contributo di esperienza e conoscenza delle realtà in cui operiamo, promuovendo lo sviluppo dei traffici marittimi in Italia, Paese che anche grazie all’operato del Governo e dei nostri Europarlamentari è tornato protagonista in Europa”. Lo sottolinea il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, al termine della ‘due giorni’ che ha portato i vertici dell’associazione armatoriale italiana a incontrare a Bruxelles autorevoli esponenti delle Istituzioni dell’Unione europea.

“Abbiamo rappresentato le specificità dell’Italia in questo comparto – ha aggiunto Messina secondo cui la Commissione è pronta a sostenere la richiesta di rivedere la metrica del Carbon Intensity Indicator – ricordando che gli armatori italiani sono leader a livello mondiale per la flotta ro-ro/pax, connettendo la più ampia comunità insulare d’Europa, e primi nel Mediterraneo nei servizi delle autostrade del Mare. Anche per questo siamo preoccupati dal nuovo Cii dell’Imo, del quale è urgente cambiare la metrica. Così come è pensato oggi porta a effetti opposti rispetto a quelli di salvaguardia ambientale, penalizzando proprio il naviglio italiano che ogni giorno toglie migliaia di camion dalla strada: in tal senso, come detto, sono arrivati segnali incoraggianti anche dalla Commissione”.

Per quanto riguarda il pacchetto Fit for 55, e in particolare l’ingresso dello shipping nel sistema Ets, “abbiamo ottenuto importanti misure per salvaguardare principi garantiti dalla Costituzione come la continuità territoriale, tutelando i collegamenti con le isole minori, e altrettanto bisogna fare per Sardegna e Sicilia al fine di scongiurare un netto aumento dei costi del trasporto”.

Per gli armatori inoltre “occorre ora che i proventi del regime Ets che provengono dai servizi marittimi nei porti italiani siano assegnati al trasporto marittimo del Paese per finanziare interventi di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e al fine di assicurare la disponibilità sul mercato, a costi accessibili, dei nuovi fuels alternativi nei prossimi anni e relativi investimenti infrastrutturali”.