ChatGPT: cos’è e come funziona – askanews.it

ChatGPT: cos’è e come funziona

Gen 19, 2023
Roma, 19 gen. – Da qualche settimana, sembra impossibile evitare di leggere in rete il nome ChatGPT, codice assegnato ad un motore di intelligenza artificiale, che alcuni descrivono addirittura come un’innovazione epocale, in grado di rivoluzionare molte delle attività dell’uomo.

Come sempre, quando questi argomenti irrompono sulla scena, soprattutto se sono legati al mondo dell’innovazione tecnologica, bisogna usare un po’ di ragionevolezza e di moderazione: in passato abbiamo visto l’esaltazione di nuovi fenomeni, che poi si sono rivelati poco più che un fuoco di paglia.

Non è difficile ricordare il racconto del Metaverso, che venne presentato come la rivoluzione digitale definitiva, oppure quello della piattaforma Clubhouse, che venne introdotto come la trasformazione definitiva dei social. Sappiamo come è andata.

Cosa è ChatGPT. ChatGPT (da Generative Pre-trained Transformer) è uno strumento di generazione del linguaggio creato da OpenAI, che sfrutta l’Intelligenza Artificiale per rispondere alle domande degli utenti, scrivere testi di vario tipo e conversare in maniera naturale con l’utente.

ChatGPT si basa su un algoritmo che utilizza l’esperienza per imparare e ottimizzare le prestazioni (Large Language Model). Questo processo di apprendimento è conosciuto come “apprendimento automatico profondo” o “Deep Learning”.

Le interazioni tra gli utenti, le domande che vengono poste e la grande mole di dati disponibili online (articoli di giornali e blog, siti web, libri e altro) sono gli stimoli che, una volta raccolti ed elaborati, consentono a ChatGPT di migliorare le proprie capacità.

Maggiori sono le informazioni disponibili, maggiore sarà la possibilità dello strumento di restituire all’utente un pensiero valido e vicino a quello umano. Rispetto agli assistenti virtuali conosciuti fino ad ora, il livello di completezza e di competenza di ChatGPT è molto elevato.

Come accedere a ChatGPT. Per utilizzare ChatGPT è necessario registrarsi sul sito openai.com creando un account personale. Una volta fornite le informazioni richieste, l’utente potrà accedere alla pagina ChatGPT e consultare i suggerimenti per sfruttare al meglio lo strumento.

Quindi, digitando una richiesta nell’apposito spazio e premendo invio sarà possibile ottenere la risposta desiderata.

“Cosa visitare a Torino?” È una delle interazioni più banali, che si può articolare anche con una complicazione del tipo: “Cosa visitare a Torino se arrivo in aereo?”

In alternativa, si può fare qualche richiesta più avanzata, come quella di tratti di codice HTML, oppure chiedere la verifica di alcune linee dello stesso codice.

ChatGPT può creare testi, con una semplice richiesta: “Scrivi un testo di 1000 parole sul Gallo Cedrone”. A lavoro ultimato, si può inoltrare la domanda per una sintesi del lavoro: “Scrivi una sintesi di 100 parole”.

Ovviamente, queste sono le interazioni più basilari, ma bisogna tenere anche conto dei numerosi limiti, come l’aggiornamento dell’informazioni al 2021, l’impossibilità di rilasciare informazioni sulle persone o di fornire le previsioni del tempo, giusto per citare alcune funzionalità base tipiche dell’interazione con Google.

Altra differenza importante, rispetto ad un motore di ricerca, è che ad ogni domanda corrisponde una singola risposta, mentre i motori tradizionali, come sappiamo, forniscono ventagli di risposte tra cui individuare quella più adeguata alle proprie esigenze.

Limiti e potenzialità. Tra i principali dubbi posti dai critici riguardanti il suo utilizzo vi è innanzitutto la capacità di ChatGPT di distinguere le fake news e più in generale di fornire all’utente solo informazioni vere.

Per trovare una risposta a questo tema è necessario effettuare un ragionamento: l’Intelligenza Artificiale è un prodotto figlio dell’uomo, che apprende attraverso esso ed è di conseguenza influenzata da bias, esperienze personali e opinioni. Inoltre, per sua natura, questo strumento non può vivere a stretto contatto la realtà e conoscerla in maniera dettagliata. Sulla base di queste riflessioni è possibile affermare che tutte le informazioni fornite da ChatGPT non possono essere considerate come vere, a prescindere, ma necessitano di una supervisione della mente umana.

ChatGPT è quindi uno strumento utile, in grado di offrire spunti validi e di essere un’alternativa alla creatività umana quando questa viene a mancare. Contemporaneamente è difficile prevedere che possa, almeno nel breve periodo, sostituire l’uomo e il suo pensiero critico.

Come sempre accade, quando si analizzano strumenti tecnologici avanzati, il vero problema è quello della distorsione data dal loro abuso. Vale anche per ChatGPT: le scuole americane hanno già lanciato un grido di allarme per i compiti a casa degli studenti, che vengono realizzati con la piattaforma di Intelligenza Artificiale, anziché con la propria applicazione e l’uso dell’ingegno personale.

C’è anche un tema legale importante: come anticipato, i motori di intelligenza artificiale non creano nulla, ma rielaborano le informazioni che sono state fornite loro in fase di “istruzione”. Nel caso delle immagini, ci sono delle piattaforme in grado di generare contenuti a richiesta: ad esempio “Genera un’immagine con un leone in uno studio radiofonico”.

Il risultato che ne deriverà, non è il frutto della costruzione da zero dell’immagine, ma la manipolazione di grafiche già esistenti: per questo motivo, Getty Images, società che detiene i diritti per milioni di immagini, ha fatto causa a due piattaforme di intelligenza artificiale, che sfruttano i contenuti senza riconoscere il dovuto copyright.

ChatGPT rappresenta il gadget del momento ed è riuscita a catturare l’attenzione di molti addetti all’informazione, ma è solo la punta dell’iceberg rispetto al mondo molto vasto dell’intelligenza artificiale, della cui storia stiamo scrivendo oggi solo i primi capitoli. Il dettaglio stimolante, per alcuni inquietante, è che sugli sviluppi di questa storia sappiamo ancora pochissimo.