Bonomi dal Papa: il nostro dovere e' offrire un lavoro degno – askanews.it

Bonomi dal Papa: il nostro dovere e' offrire un lavoro degno

Set 12, 2022
Orizzonti politica sempre piu’ corti. Spesa va a pensioni e non a giovani

Roma, 12 set. (askanews) – "In questa nostra Italia, avvertiamo, oggi piu’ che mai, il dovere di offrire il nostro contributo centrato sulla definizione condivisa di un ‘lavoro degno’. Radicato cioe’ nella dignita’ originaria di ogni donna e uomo, insopprimibile e indisponibile a qualunque potere o ideologia". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, all’assemblea di Confindustria che, quest’anno, si tiene in Vaticano, alla presenza di oltre 5mila imprenditori giunti, insieme alle loro famiglie, da tutta Italia.

La premessa di Bonomi, nella sua relazione che precede l’Udienza del Santo Padre, e’ che il nostro Paese sia ancora gravato "da profonde ingiustizie nel lavoro tra generazioni e generi", dal manifestarsi di "vasti fenomeni di aggiramento delle garanzie nei diritti e nelle retribuzioni stabilite dai contratti collettivi". E, ancora l’Italia e’ caratterizzata, a giudizio del leader degli industriali, "da una bassa capacita’ di garantire formazione adeguata come di integrare stranieri e immigrati", da "un sempre piu’ grave squilibrio demografico e una spesa sociale in crescita, ma non concentrata a tutela di chi e’ piu’ svantaggiato".

Il lavoro degno, dunque, deve essere una priorita’ e "come imprese industriali, manifatturiere e di servizi, basate sul lavoro, noi avvertiamo la necessita’ di affermarlo con chiarezza. Per noi la finanza – ha sottolineato con forza Bonomi – e’ uno strumento essenziale, coadiuvante alla solidita’ e stabilita’ della crescita del lavoro, delle imprese e della coesione sociale, ma non e’, e non deve essere, il criterio unico o prevalente per misurare i valori di un’impresa".

E "il nostro impegno su questo fronte dev’essere chiaro e univoco", ha insistito Bonomi sottolineando che "il pregiudizio imperante anti-impresa nel dibattito pubblico ci vede costantemente accusati o, ancor peggio, perche’ avvertiamo un totale disinteresse per l’importanza del valore creato dalle imprese stesse".

Per il numero uno degli industriali, in Italia, non "si distingue tra i settori in cui sfruttamento del lavoro e lavoro nero sono diffusamente praticati, rispetto a industria e manifattura in cui il senso di responsabilita’ sociale, la copertura contrattuale e il rapporto con i sindacati e’ tale da contenere in maniera massiccia tali gravi fenomeni di disgregazione sociale".

Quanto alla politica, Bonomi, a meno di due settimane dal voto e in piena campagna elettorale, ha ribadito che Confindustria e’ "autonoma, agovernativa e apartitica" e ha lanciato un chiaro messaggio: "Oggi gli orizzonti della politica sembrano sempre piu’ corti e schiacciati su false priorita’, avvertiamo piu’ che mai la necessita’ di progetti di lungo orizzonte, come unica via per dare risposta ai drammatici problemi della societa’ italiana". Una societa’ caratterizzata da una spesa sociale che "resta fortemente squilibrata a favore delle pensioni, non dei giovani" . Ecco perche’, per Bonomi, "s’impone una svolta radicale nella destinazione della spesa sociale, che non puo’ piu’ essere concentrata a favore dei prepensionamenti, ma va riorientata a favore delle persone piu’ svantaggiate".

Infine, il numero uno di Confindustria chiede "lavoro, non sussidi che lo scoraggiano". Del resto, e’ il suo ragionamento, "a tre anni dall’avvio, sul reddito di cittadinanza piu’ di un beneficiario su due non ha ancora firmato il patto per il lavoro".

Mlp-Vis