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Ucraina, Socialcom: Rete vuole boicottaggio gas russo

Sul tema oltre 1,3 milioni di interazioni social

MAR 15, 2022 -

Roma, 15 mar. (askanews) – Dalla Rete arriva un messaggio forte e chiaro contro il gas russo. È quanto emerge da un analisi di SocialCom che, con

l ausilio della piattaforma Blogmeter, ha analizzato, in occasione dell odierna giornata di “boicottaggio nazionale” organizzata dalle associazioni dei consumatori, le conversazioni su web e social relativamente alla guerra in Ucraina, con un focus particolare su energia e solidarietà, due tra i temi più

discussi nell ultimo mese.

Nel periodo oggetto dell analisi (14 febbraio-13 marzo) gli utenti esprimono un sentiment negativo al 72,34% nei confronti del “gas russo”. Solo il 16,77% esprime, al contrario, sentiment positivo, mente il 10,89% ha un mood neutro sulla questione. “Sanzioni”, “chiudere”, “bloccare”, “fermare”, “ridurre”,

“sostituire”, sono tra le parole più utilizzate, ma emergono forti anche quelle legate al tema della diversificazione delle fonti, come “rinnovabili”, “nucleare” o “carbone”.

Forte anche il tema della solidarietà: sono 82,99K le mentions (post originali) rilevate, che hanno prodotto un engagement pari a 9,19M. “Ucraina” è il termine maggiormente associato alla parola “solidarietà”, a dimostrazione di come tutte le conversazioni sul tema siano al momento incentrate sulla

questione. Sono parecchi gli utenti che invocano una qualche forma di iniziativa a sostegno del popolo ucraino. Gli utenti esprimono anche una forte propensione all accoglienza: in particolar modo vengono chiamati in causa donne e bambini, percepiti come i soggetti maggiormente fragili in questa

difficile situazione.

“Pochi sanno che la rivoluzione americana ebbe inizio nel 1773 con il boicottaggio del tè contro i rincari e le tassazioni imposte dagli inglesi. Fu una delle più riuscite e significative azioni ‘non violente’ della storia che fu levatrice della moderna democrazia occidentale – ricorda Furio Truzzi, Presidente di

Assoutenti -. A 250 anni la storia si ripete e ancora una volta economia e politica si intrecciano e chiamano in causa i nostri comportamenti quotidiani di cittadini consumatori e utenti”.