“Sentient Horizons”: al via il progetto promosso da Istituto Marangoni

Incontri su design e nuovi scenari tecnologici

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Roma, 15 mar. – Prende il via domani giovedì 16 marzo “Sentient Horizons” il ciclo di incontri internazionali organizzato da Istituto Marangoni con il patrocinio di ASI (Agenzia Spaziale Italiana) per investigare il ruolo del design nel rendere più “umani” i nuovi scenari tecnologici, dalla robotica all’esplorazione spaziale fino ai più recenti universi virtuali e all’intelligenza artificiale. Nella prospettiva di una sempre più intima integrazione dell’ambiente tecnologico con la dimensione emotiva e antropologica dell’essere umano. “Una delle funzioni fondamentali del design è quella di dare forma agli oggetti che abiteranno la nostra vita presente e futura, definendone l’estetica e, al contempo, occupandosi della loro dimensione relazionale con gli utenti. Un’istituzione come Istituto Marangoni, che si occupa di formare le menti creative, guarda al mondo della robotica come un reale scenario futuro che impatterà sulle nostre vite e definirà nuovi codici semiotici. E’ quindi per noi fondamentale stimolare il dibattito e alimentare un percorso che miri a contribuire a questa ulteriore evoluzione del design” ha dichiarato Stefania Valenti, Managing Director dell’Istituto Marangoni. Moderati dalla giornalista di design Laura Traldi, i tre incontri, sviluppati su altrettanti temi-chiave – Deep Imaging, Spaced Proximity e Noetic Design – rientrano in un più ampio programma di ricerca culturale iniziata tre anni fa e che la Scuola di Design dell’Istituto Marangoni Milano porterà avanti nel corso dell’anno accademico 2023/2024. “L’obiettivo di questo ciclo di incontri” – spiega Sergio Nava, Director of Education della School of Design Istituto Marangoni Milano – “è riportare il design al suo ruolo originario, che consiste nel dare un senso al cambiamento del proprio tempo favorendo lo sviluppo di una relazione più “empatica” tra l’uomo e le tecnologie emergenti.” Ad aprire il ciclo, giovedì 16 marzo, è Deep Imaging, un momento di confronto che vede Federica Cascia Head of Brand Strategy Meta Horizon and Avatars della divisione Reality Labs di Meta, il digital artist Andres Reisinger e Luca Morena co-founder & CEO di Nextatlas dialogare su come la dimensione visiva, originariamente bidimensionale, stia diventando sempre più un’esperienza tridimensionale non solo da vedere ma da esplorare, attraverso la nascita dei metaversi e di esperienze di gaming sempre più complesse dal punto di vista narrativo. Il 18 maggio, l’ambito di indagine è invece quello della Spaced Proximity: un dialogo tra l’industrial designer Ross Lovegrove, l’astronauta Paolo Nespoli, il fondatore di SAGA Sebastian Aristotelis e lo studio interdisciplinare Space Popular, per riflettere sul ruolo che la cultura dell’abitare può giocare nella definizione dei nuovi spazi abitativi su pianeti con gravità e geografia diversa da quella terrestre con l’obiettivo di valorizzare la dimensione umana e antropologica dei soggiorni prolungati su altri mondi. A chiudere il ciclo di incontri a giugno la tavola rotonda Noetic Design, dedicata a come la cultura estetica del prodotto potrà essere applicata all’oggetto robotico per evitare di cadere nella “uncanny valley”, il fenomeno per cui gli oggetti animati troppo realistici risultano inquietanti. Favorire un’esperienza utente di qualità degli oggetti robotici, che nei prossimi anni saranno sempre più presenti nella vita quotidiana, richiederà la messa a punto di una nuova, originale esperienza estetica di prodotti non più inerti, che per suscitare una risposta empatica più umana dovranno paradossalmente adottare un aspetto meno simile all’umano. Un tema sul quale si confronteranno il designer Odoardo Fioravanti, Xavier Bellanca di Argotech e Federico Cabitza, professore associato di Interazione Uomo-Macchina all’Università di Milano-Bicocca, con la partecipazione straordinaria del robot umanoide NAO realizzato dalla Scuola di Robotica di Genova.