La Banca centrale Svizzera: assicurate "ingenti liquidità", arginata la crisi Credit Suisse - askanews.it

Quale servizio di streaming ha più spettatori in Italia

Secondo JustWatch

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Roma, 20 ott. – JustWatch, la piattaforma di ricerca online dedicata al mondo dello streaming che consente di trovare tutti i titoli a disposizione all’interno delle diverse piattaforme, ha di recente pubblicato la classifica riguardante le performance dei servizi di video streaming online nel terzo trimestre del 2022. Emerge l’immagine di un mercato in continua evoluzione, che vede costantemente la comparsa di nuovi player e la scomparsa di altrettanti. Quello che solo qualche anno fa sembrava un mondo con un solo vincitore, in cui pareva impossibile l’ingresso di nuovi players, oggi in realtà è in forte cambiamento, contesto in cui il lancio del nuovo abbonamento Netflix con pubblicità rappresenta l’apertura di una nuova fase. La classifica dei servizi streaming. In vetta alla classifica dei servizi di streaming video più utilizzati nel terzo trimestre del 2022 si conferma Netflix, capace di staccare Amazon Prime Video di un solo punto percentuale. Le due “superpotenze” si aggiudicano rispettivamente il 28 e il 27 % del mercato. Il terzo posto è occupato da Disney+, servizio di streaming di proprietà del gruppo The Walt Disney Company, che rafforza la sua posizione dopo un periodo di calo a livello numerico, ottenendo il 17% del pubblico totale. Dietro ai 3 grandi player sono poi presenti una serie di piccole piattaforme, alcune nate in Italia, che vanno a completare il mercato. Tra queste abbiamo Now TV (5%), TimVision (5%), Sky Go (3%), Infinity (2%) e Paramount+ (1%). Un mercato in evoluzione. Analizzando la classifica sono diverse le considerazioni che si possono trarre. Netflix e Prime Video (che da tempo occupano prima e seconda posizione tra i servizi più usati) pur mantenendo la leadership, stanno conoscendo una progressiva riduzione delle rispettive quote di mercato in favore delle realtà più piccole. Il merito di questi attori secondari è quello di essere efficaci nel proporre contenuti interessanti, alternativi a quelli già presenti, e capaci di trovare l’interesse del pubblico. Un esempio è la piattaforma Paramount+: arrivata in Italia solamente a fine settembre e disponibile anche su Sky Q, capace in breve tempo di ottenere un +2%. In controtendenza i risultati invece ottenuti dagli altri piccoli servizi (TimVision, Infinity e Sky Go) che hanno perdite di utenti dell’1% circa nel mese solo di settembre. Infine, Disney+, dopo un periodo in cui gli utenti tendevano a diminuire, ha ricominciato a guadagnare pubblico, arrivando questo trimestre ad ottenere un +3% rispetto al trimestre precedente, avvicinandosi così alle due grandi piattaforme leader. Un mercato in evoluzione, che riserverà sorprese nei prossimi mesi, ma che rischia di generare un effetto, che in realtà le piattaforme temono: in passato, con la sola Netflix sul mercato, un abbonamento da 9.99 euro mese sembrava un affare a cui era impossibile rinunciare. Ora, con l’aumento dei prezzi e con la proliferazione delle piattaforme e l’esplosione dei costi, il comportamento più naturale che gli esperti prevedono è quello di abbonamenti “spot”. Un mese di abbonamento ad un servizio per vedere tutto quello che interessa, per poi sospendere e passare ad un altro per fare lo stesso tipo di razzia. Questo è lo scenario peggiore per le stesse piattaforme e, curiosamente, sono proprio le loro scelte a spingere in questa direzione.