Uno studio collega l’origine del Covid al cane-procione venduto nel mercato di Wuhan

Teoria che confligge con l'ipotesi di fuga da laboratorio

MAR 17, 2023 -

Roma, 17 mar. (askanews) – Un team di scienziati, attraverso una ricerca genetica, sostiene di aver individuato l’origine del coronavirus nei cani-procione, animali venduti nel famoso mercato di Wuhan principale punto di origine sospettato a gennaio 2020 per la pandemia. Lo riferisce oggi il New York Times. Questa teoria confligge con l’altra dell’origine del coronavirus in un biolaboratorio cinese di Wuhan e poi sfuggito al controllo. Lo studio si basa su campioni raccolti presso il Mercato all’ingrosso Huanan a partire dal gennaio 2020, subito dopo la chiusura da parte delle autorità cinese del mercato perché sospettato di essere all’origine della pandemia. Lo studio, pur legando geneticamente il virus al cane-procione, non prova che i cani procioni fossero stati infettati, né che sia stato il cane-procione a trasferire il virus all’uomo. Potrebbe essere stato un altro animale a passare il virus all’uomo, o anche che un altro animale possa aver passato al cane-procione il virus. Tuttavia le analisi hanno stabilito un’affinità nella struttura genetica dei cani-procione e quella del virus, consolidando la teoria della trasmissione da animale selvatico all’uomo. Le nuove prove si vanno a inserire in un dibattito particolarmente acceso a livello internazionale, dopo le nuove valutazioni d’intelligence Usa che ipotizzano la fuga da laboratorio come origine prima della pandemia. Mos/Int13