Roma, 17 gen. (askanews) – Il Giappone non è più il paese dei suicidi. Il ministero della Salute nipponico ha diffuso oggi dati incoraggianti sul numero dei suicidi nel Sol levante che nel 2019, per la prima volta dal 1981, sono scesi sotto quota 20mila.
In tutto il numero registrato è di 19.959 e, se questo dato verrà confermato nel bilancio finale, si tratterà del numero più basso da quando viene effettuata la raccolta. Nel 1981 il numero delle persone la cui morte era stata ufficialmente classificata come auto-imposta era stato di 20.434.
Il dato dei suicidi in Giappone è in calo da dieci anni. Rispetto al 2018, lo scorso anno ce ne sono stati 881 in meno. Il tasso è di 15,8 su centomila. Il governo si è dato l’obiettivo di abbassarlo a 13 su centomila nel 2026.
A cavallo del passaggio di millennio, nel pieno della fase economica conosciuta in Giappone come “crisi dell’era Heisei”, ci fu un preoccupante picco dei suicidi, con il record nel 2003 di 34.427. E’ in quel periodo di stagnazione che il Sol levante prese la fama, mai scientificamente provata, di paese con più suicidi al mondo. Una situazione che portò all’approvazione di una legge anti-suicidio.
Sebbene da tempo la curva dei suicidi sia incoraggiante, tuttavia in Giappone continua a esserci un’alta attenzione soprattutto per un dato: quello dei giovani al di sotto dei 20 anni che continua a non calare. Inoltre, tra i 15 e i 39 anni, il suicidio è la causa di morte principale ed è un caso unico tra i paesi del G7.
