Milano, 29 nov. (askanews) – Il sistema elettrico può essere reso più sicuro non solo aumentando la robustezza e la ridondanza, ma soprattutto la sua “resilienza”, caratteristica che porta con sé anche il concetto di efficienza e di uso consapevole delle risorse. RSE – Ricerca sul sistema Energetico – centro pubblico di ricerca del Gruppo GSE, ha presentato oggi a Milano la nuova monografia della collana RSEVIEW “Resilienza del Sistema Elettrico” dove riporta le conclusione delle analisi sulle criticità del sistema, le cause e le circostanze che conducono ai disservizi e rappresentarne le ricadute in termini di vulnerabilità nei componenti e nell’operatività.
“La resilienza entra in gioco quando le condizioni operative del sistema sono lontane dalla ordinarietà – commenta Stefano Besseghini AD e Presidente di RSE – ed è necessario attingere a tutte le risorse possibili per garantire l’adempimento delle funzioni. Ci è sembrato opportuno trattare questo argomento per giocare di anticipo. Per fotografare, analizzare e proporre soluzioni che rendano consapevoli tutti gli attori dello stato dell’arte e di quali debbano essere gli interventi per rendere il sistema elettrico ancora più sicuro ed efficiente. Lo abbiamo fatto proponendo una visione completa e divulgativa e uno strumento, ci auguriamo, di supporto sia alle decisioni tecniche sia alle policy in materia”.
Per misurare in maniera quantitativa i livelli di resilienza la monografia propone alcuni indicatori che ne caratterizzano i diversi aspetti. Viene proposta una metodologia di analisi del rischio, che considera le minacce, le vulnerabilità e la risposta del sistema elettrico vista l’importanza di valutare, in primo luogo, le caratteristiche delle minacce che comportano i guasti e non esclusivamente i soli effetti.
Nel corso del 2015 (dati AEEGSI relazione annuale 2016) la durata media annuale a livello nazionale di interruzioni per cliente in bassa tensione ammonta a 69 minuti, se si considerano le interruzioni dovute a fenomeni non imputabili al distributore. Un dato in crescita rispetto ai 17 minuti del 2014 e ai 26 del 2013 ma confrontabile con i 53 minuti del 2012. Il dato 2015 è dovuto a eventi meteorologici, particolarmente violenti e di vasta estensione come quelli registrati in Emilia Romagna e Lombardia nel febbraio 2015, dove oltre 360.000 clienti hanno subito un’interruzione di durata superiore a 8 ore. Nel corso del 2017 analoghi disalimentazioni si sono verificate in Abruzzo e Marche nel mese di gennaio 2017, con tempi di distacco che si sono prolungati anche oltre 72 ore per 39.000 clienti. Risultano sostanzialmente stabili i dati riferiti alle interruzioni di responsabilità del distributore.
La profonda conoscenza dei sistemi, la disponibilità di misure in grado di descrivere con precisione il sistema stesso e la sua evoluzione in ogni momento inducono una gestione del sistema nella sua evoluzione in maniera dinamica con azioni correttive minime per ripristinarne le funzionalità con costi connessi e azioni proporzionali alla intensità del danno. E nelle sue attività RSE ha sviluppato diversi strumenti per quantificare e, se possibile, ridurre diversi fattori critici come la probabilità di occorrenza e l’entità di eventi meteo estremi nel medio-lungo termine; la vulnerabilità dei componenti di rete; la resilienza e il rischio di esercizio del sistema a fronte di diverse minacce (meteo ed antropiche).
L’assimilazione del concetto di resilienza, però, non è ancora completa nei contesti di pianificazione e di esercizio della rete ma sarà un’evoluzione ineludibile del concetto stesso di sistema elettrico. L’obiettivo finale è identificare le tipologie più adeguate di interventi (robustezza dei componenti, ridondanze nella rete, schemi di difesa, capacità di ripristino), in accordo a valutazioni costi-benefici, per migliorare i livelli di servizio.
