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Incidenti stradali: tecnologia aiuta a salvare vite umane

Possibile arginare sinistri ridisegnando la sicurezza passiva

DIC 9, 2022 -

Roma, 9 dic. (askanews) – È possibile ridurre il numero di incidenti stradali, soprattutto quelli mortali? L’evoluzione tecnologica e la ricerca possono fornire un valido aiuto per ridimensionare il bilancio delle vittime della strada e salvare vite umane. Fondamentale non solo la sicurezza stradale attiva, che riguarda il comportamento responsabile dell’automobilista alla guida, ma anche la sicurezza stradale passiva ossia gli strumenti necessari per minimizzare le conseguenze dell’impatto di un veicolo contro un ostacolo fisso o della perdita di controllo del veicolo stesso. Nel 2021 sono stati, secondo l’Istat, tre le cause che hanno provocato incidenti: distrazione, mancato rispetto della precedenza e velocità elevata, comportamenti errati che hanno generato complessivamente il 39,7% dei casi con 78.477 incidenti. Sono, invece, 9.421 i sinistri avvenuti per urto contro ostacolo accidentale e 12.384 le situazioni di fuoriuscita di strada, ossia incidenti che gravitano nell’ambito della sicurezza stradale passiva. “Una delle cause più frequenti di incidenti stradali, spesso gravi, è la scarsa condizione di sicurezza delle nostre strade. I sistemi di sicurezza passiva servono, appunto, a rendere le nostre strade più sicure, contenendo i veicoli che sbandano e proteggendo gli ostacoli fissi allorquando un veicolo errante, malauguratamente, andasse a impattarsi contro – ha detto Roberto Impero, amministratore delegato di SMA Road Safety – L’innovazione è fondamentale in questo ambito proprio perché le nostre strade vanno monitorate per verificare l’adeguatezza delle barriere attualmente installate e, in alcuni casi, anche la presenza di barriere o meno e capire se sono in grado di contenere i veicoli che, al momento, sono in circolazione”. Uno dei pericoli nascosti per chi guida è rappresentato dai varchi di emergenza. “Un’innovazione importante che abbiamo introdotto come SMA Road Safety è stata – ha spiegato Impero – lo sviluppo di un varco di apertura in classe di contenimento H4. I varchi esistono sulle nostre strade per permettere di poter essere aperti, quindi, deviare il traffico nella carreggiata opposta in caso di incidenti, di lavori e cantieri stradali. Il problema è che questi varchi installati attualmente hanno due classi contenimento in meno rispetto alla classe della barriera spartitraffico, ciò significa che un veicolo molto pesante, pensiamo a un tir, in caso di impatto contro i varchi, potrebbe invadere la carreggiata opposta. Motivo per cui abbiamo introdotto, per la prima volta nel mondo, un varco in classe H4”. Il sistema ha effettuato una prova d’urto con un autoarticolato da 38 tonnellate ottenendo come risultato una deflessione dinamica di solo mezzo metro e il crash test ha mostrato, inoltre, un danneggiamento minimo del sistema. Una soluzione, dunque, per prevenire il peggio sulle strade soprattutto per mezzi pesanti, ma anche per suv e auto elettriche, notoriamente più pesanti delle auto di fascia media del mercato. Da qui l’appello alle istituzioni: “E’ necessario un recepimento normativo e, quindi una prescrizione normativa, finché si alzino i livelli di contenimento sulle nostre strade”, ha concluso Impero.