Fao: indice prezzi alimentare in crescita a settembre – askanews.it

Fao: indice prezzi alimentare in crescita a settembre

Aumento prezzi consumo in paesi dipendenti da import energia
Ott 2, 2026

Roma, 2 ott. (askanews) – In aumento a settembre l’indice dei prezzi mondiali delle materie prime alimentari della FAO, principalmente a causa di interruzioni nei trasporti e del clima che hanno limitato la disponibilità, oltre che delle quotazioni più elevate di gruppi di prodotti agricoli. E’ quanto emerge dai dati diffusi venerdì dalla FAO. L’indice si è attestato a una media di 136,0 punti a settembre 2026, con un aumento dell’1,5% rispetto ad agosto e del 5,8% rispetto all’anno precedente.

“Stiamo assistendo a un aumento persistente e sempre più diffuso dei prezzi globali delle materie prime: le interruzioni nello Stretto di Hormuz e nel Mar Nero si sommano agli shock climatici, esercitando pressioni su energia, trasporti e principali prodotti alimentari”, spiega in una nota l’economista capo della FAO, Maximo Torero. “Se queste pressioni dovessero persistere, si rifletteranno presto sui prezzi al consumo dei prodotti alimentari, in particolare nei paesi dipendenti dalle importazioni di cibo ed energia”.

L’Indice FAO dei prezzi dei cereali è aumentato del 5,1% rispetto ad agosto, attestandosi su un livello superiore del 17,2% rispetto al settembre 2025. I prezzi mondiali del grano sono saliti del 6,3% per vincoli logistici nella regione del Mar Nero e condizioni di siccità in alcune aree del Nord America in vista della semina; i prezzi globali del mais sono aumentati del 5,6% rispetto al mese precedente per le preoccupazioni sui raccolti negli Usa, per la ridotta disponibilità per l’export in Brasile e le interruzioni commerciali nel Mar Nero. L’incertezza sul transito marittimo nello Stretto di Hormuz ha sostenuto i prezzi delle materie prime per biocarburanti, come il mais.

L’Indice FAO dei prezzi del riso è aumentato dell’1,4%, trainato dal rialzo delle quotazioni della varietà Indica, dovuto a preoccupazioni meteorologiche e a una contrazione stagionale dell’offerta. L’indice FAO dei prezzi degli oli vegetali è aumentato dello 0,9% rispetto ad agosto, riflettendo l’aumento dei prezzi dell’olio di palma per la forte domanda di import e l’impatto del clima secco sulla produzione nel Sud-est asiatico.

L’indice FAO dei prezzi della carne è sceso dell’1,1%, con un calo dei prezzi delle carni suine e avicole a fronte di abbondanti disponibilità esportabili. Le quotazioni all’export di carne bovina brasiliana sono aumentate, sostenute da maggiore domanda di importazione da parte degli Usa, mentre i prezzi della carne ovina sono rimasti sostanzialmente stabili.

L’indice FAO dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari è lievemente calato (-0,1%) a settembre: il ribasso dei prezzi dei formaggi ha parzialmente compensato l’aumento delle quotazioni del latte in polvere; variazioni minime per i prezzi del burro. L’indice FAO dei prezzi dello zucchero è salito del 6,1% rispetto ad agosto, trainato dalle aspettative di una minore disponibilità globale di zucchero nella stagione 2026/27. Tra i fattori contribuenti figurano: la prevista riduzione della produzione di zucchero in Thailandia; le preoccupazioni per le prospettive dei raccolti in India, per precipitazioni inferiori alla norma e il rafforzamento di El Niño; le piogge nelle regioni di coltivazione del centro-sud del Brasile; e la diminuzione delle superfici a barbabietola da zucchero nella Ue.