Roma, 23 set. (askanews) – Il Distretto Biologico Regionale “Sardegna Bio” è il migliore distretto biologico d’Europa per il 2026. A decretarlo nella Giornata Europea della Agricoltura Biologica è stata l’Unione Europea e nello specifico la Commissione europea, il Comitato economico e sociale europeo (CESE), il Comitato europeo delle regioni (CdR), il Copa-Cogeca e l’IFOAM Organics Europe che ha assegnato alla Fondazione sarda uno dei 7 Eu Organic Awards in palio di questa edizione.
Si tratta di un premio istituito nel 2022, primo esempio di riconoscimento conferito alla produzione biologica nell’Unione Europea per dar seguito al Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica adottato dalla Commissione il 25 marzo 2021. In questa edizione sono state premiate sette categorie, ciascuna con tre finalisti. Il Distretto sardo, unico distretto biologico italiano in finale era in lizza assieme al portoghese Alto Tâmega e Barroso da Chaves e Pla de Manlleu dalla Spagna. Un successo che premia anni di lavoro, la capacità di fare rete e l’impegno per dar un’unica voce al comparto biologico isolano, in continua crescita sia nelle produzioni che nei consumi, e che ha portato la Regione Sardegna al sesto posto in Italia per superfici vocate a biologico.
A ritirare il premio durante la cerimonia che si è tenuta stamane a Bruxelles, al Charlemagne Building, è stato il presidente del Distretto Biologico Regionale “Sardegna Bio” Andrea Campurra, con Giorgio Demurtas, vice presidente del Distretto e presidente di Coldiretti Cagliari, l’Organizzazione che ha sponsorizzato e sostenuto la nascita della fondazione fin dai primi passi mossi nel 2020, e il direttore Aldo Buiani. Il Distretto Biologico Regionale “Sardegna Bio” è il più grande d’Italia e il suo presidente Campurra è anche presidente della Rete Nazionale dei distretti biologici d’Italia.
“La forza di questo Distretto – ha commentato dopo aver ricevuto il premio Campurra – è che ha dato una casa a chi da sempre con sacrificio ha creduto nel bio in Sardegna. Si fa squadra e si partecipa alle fiere anche internazionali come di recente a Melbourne al Fine food. Si lavora a numerosi progetti con diversi partner compreso l’assessorato regionale all’Agricoltura che ha sempre creduto in noi. La nostra programmazione è a lungo termine con ambiziosi progetti che valorizzano le filiere biologiche, la nostra Sardegna e il nostro futuro. Ad esempio puntiamo a garantire il biologico certificato e di qualità nelle mense scolastiche. La nostra è una grande famiglia che oggi ha saputo portare la sua voce anche in Europa dove diamo un grande contributo al raggiungimento degli obiettivi del Grean Deal e nello specifico di quello che è il Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica”. (Segue)






