Roma, 14 set. (askanews) – Wall Street apre in ribasso, penalizzata dai titoli dei semiconduttori dopo gli appelli di dei colossi AI a rallentare lo sviluppo della tecnologia per motivi di sicurezza, che aumenta i dubbi sulle valutazioni del settore, e il rialzo dei prezzi del petrolio. Il Brent guadagna oltre il 4% a 108,84 dollari al barile dopo la chiusura di un oleodotto saudita con l’ulteriore escalation nel Golfo, Il Wti sale del 3,63% a 103,63 dollari al barile. Pochi minuti dopo l’avvio degli scambi il Nasdaq perde l’1,20%, l’S&P 500 lascia lo 0,74% sul terreno, mentre il Dow Jones cede lo 0,26%. Stamattina era toccato alle principali Borse europee scontare l’apertura in territorio negativo: ai primi scambi, a Milano il Ftse Mib ha ceduto lo 0,45%, a Parigi il Cac40 lo 0,40%, a Francoforte il Dax lo 0,25%. E non è cambiata la direzione con la chiusura in netto calo per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib ha perso l’1,68%, a 51.628 punti.
Giornata segnata da un nuovo rialzo del Brent che in serata si ridimensiona. Prima sale sopra i 109 dollari al barile, a 109,35 dollari (+4,53%), e il Wti a quota 104,38 dollari al barile (+4,33%). A innescare i rialzi l’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente tra Houthi e Arabia Saudita in Yemen. I prezzi del petrolio sono schizzati alle stelle dopo che l’Arabia Saudita ha chiuso un oleodotto, Est-Ovest, che fungeva da sbocco cruciale per il greggio a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz. L’importantissimo oleodotto Est-Ovest può trasportare fino a 7 milioni di barili di greggio al giorno per 750 miglia, dal cuore produttivo petrolifero dell’Arabia Saudita sul Golfo Persico fino al porto di Yanbu sul Mar Rosso. Il Ministero degli Esteri saudita ha dichiarato che diversi droni hanno causato feriti e danni che il regno sta riparando. Secondo l’Ap dovrebbero volerci diverse settimane prima che riparta. Il governo saudita ha affermato che i droni sono stati lanciati dall’Iraq , dove le autorità faticano a controllare le milizie sostenute dall’Iran che hanno ripetutamente preso di mira le infrastrutture saudite. In serata il Brent ritraccia. Il presidente usa Donald Trump, riuscito a impartire un freno ai rincari dei prezzi del petrolio, che in serata proseguono ma drasticamente ridimensionati rispetto alle dinamiche delle ore precedenti. Nel corso della seduta il Brent arriva a lambire 110 dollari, ma in serata taglia consistentemente i guadagni al più 1,35% a 106,20 dollari. Nel frattempo a New York, il West Texas Intermediate segna più 1,58% a 101,63 dollari, laddove in precedenza era salito fin quasi a 105 dollari. Trump ha annunciato che Russia e Ucraina hanno accettato di impegnarsi a non attaccare più i rispettivi impianti energetici.
Gli allarmi sull’AI e l’escalation nel Golfo pesano sulle Borse
Wall Street apre in calo, come le Borse europee stamattina. Continua la corsa del petrolio







