Dalla scuola italiana al cuore dell’Europa: a Bruxelles i mondi virtuali creati dagli studenti – askanews.it

Dalla scuola italiana al cuore dell’Europa: a Bruxelles i mondi virtuali creati dagli studenti

All’OPENVERSE Summit
Set 11, 2026
Roma, 11 set. – Gualtiero Carraro porta all’OPENVERSE Summit una delle esperienze italiane più avanzate nell’uso della realtà estesa per la formazione: “Non vogliamo ragazzi davanti alla tecnologia, ma ragazzi capaci di costruirla”

La sfida dei mondi virtuali non si gioca soltanto nei laboratori delle grandi aziende tecnologiche. Può cominciare anche in una classe, davanti a uno studente che non si limita a entrare in un ambiente digitale, ma prova a costruirlo.

È questa la prospettiva con cui Gualtiero Carraro, fondatore di Carraro LAB, ha portato oggi a Bruxelles l’esperienza italiana di XR Edulab, nell’ambito dell’OPENVERSE Summit dedicato ai mondi virtuali aperti e co-creati in Europa.

Al centro della presentazione, i 10.000 mondi virtuali realizzati dagli studenti di oltre 1000 scuole italiane. Un progetto che ribalta il tradizionale rapporto con la tecnologia: non più soltanto strumenti da utilizzare, contenuti da guardare o esperienze da consumare, ma ambienti nei quali immaginare, progettare, creare e condividere.

«Il valore di un mondo virtuale non è soltanto nella tecnologia che lo rende possibile – ha sottolineato Carraro – ma nelle persone che lo abitano e nella loro capacità di diventare protagoniste. Per questo abbiamo scelto di partire dai giovani e dalla scuola».

È qui che l’esperienza di Carraro LAB assume un significato più ampio. Da anni l’azienda italiana lavora sull’incontro tra realtà virtuale, realtà aumentata, realtà estesa e intelligenza artificiale, applicandole alla formazione, alla cultura e alla valorizzazione del patrimonio. Un percorso che oggi trova nel confronto europeo di Bruxelles un nuovo terreno di verifica.

La scuola diventa così un laboratorio del futuro: gli studenti grazie alla piattaforma XR edulab possono ricostruire luoghi, raccontare patrimoni culturali, elaborare scenari e creare veri e propri mondi digitali, sviluppando contemporaneamente competenze tecnologiche, creative e collaborative.

Una prospettiva particolarmente coerente con la visione di OPENVERSE, progetto europeo che guarda a mondi virtuali aperti, interoperabili e centrati sull’essere umano, mettendo al centro temi come inclusione, sicurezza, privacy e autonomia tecnologica.

La presenza di Carraro a Bruxelles porta quindi nel dibattito europeo qualcosa di più di una nuova tecnologia: un’esperienza italiana già sperimentata sul campo, nata nelle scuole e costruita insieme alle nuove generazioni, con oltre 6000 ore di formazione dei docenti realizzate da 100 partner su tutto il territorio nazionale

Dalla realtà virtuale utilizzata per imparare ai ragazzi che imparano a costruire la realtà virtuale: è in questo passaggio che, secondo Carraro, si gioca una parte importante della partita europea sull’innovazione.