Al via la V Summer School del Centro Dorso: AI, giovani e futuro del Mezzogiorno – askanews.it

Al via la V Summer School del Centro Dorso: AI, giovani e futuro del Mezzogiorno

L’11 e 12 settembre ad Avellino due giornate dedicate a rischi, opportunità e nuove frontiere dell’IA
Set 11, 2026
Roma, 11 set. – L’intelligenza artificiale è una nuova questione meridionale? Il gap di competenze tecnologiche tra Nord e Sud, con l’accelerazione dell’IA, rischia di aggravare una situazione storicamente complessa o può rappresentare una importante exit strategy?
Se ne parlerà oggi e domani alla quinta Summer School promossa dal Centro di ricerca “Guido Dorso” e rivolta ai giovani tra i 18 e i 30 anni quest’anno intitolata “L’intelligenza artificiale tra presente e futuro: opportunità e rischi”. L’iniziativa, in programma presso la Casina del Principe di Avellino, è dedicata quest’anno all’intelligenza artificiale e alle trasformazioni che questa tecnologia sta imponendo a società, economia, istituzioni e mondo del lavoro.

Per un istituto che dalla sua fondazione studia la questione meridionale, la scelta del tema non è neutra. La rivoluzione dell’intelligenza artificiale rischia infatti di ampliare i divari territoriali, ma può anche diventare una leva di riscatto.
Lo scorso anno la quota di cittadini con competenze digitali di base si fermava al 42,7% in Campania e al 40,2% in Calabria, contro il 54,3% nazionale. I numeri fotografano il punto di partenza. Colmare questo ritardo, investendo su formazione avanzata, ecosistemi locali dell’innovazione e nuove specializzazioni, dall’agricoltura di precisione al turismo digitale, è la condizione perché il Mezzogiorno non subisca la trasformazione, ma sappia trattenere i propri talenti e attrarne di nuovi.

«La Summer School del Centro Dorso – dichiara il presidente Luigi Fiorentino – nasce per offrire ai giovani un’occasione di alta formazione e di confronto sui temi che stanno ridefinendo il nostro tempo. Abbiamo scelto di dedicare questa edizione all’intelligenza artificiale perché non è soltanto un’innovazione tecnologica, ma una trasformazione destinata a incidere in profondità sull’organizzazione della società, dell’economia, delle istituzioni e del lavoro. Comprenderne potenzialità e rischi è oggi condizione indispensabile per formare una classe dirigente consapevole, capace di governare il cambiamento con competenza, responsabilità e visione».

Il programma prende oggi alle 18, con l’apertura affidata ad Alberto Barachini, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, che terrà una relazione dal titolo “Una politica per l’intelligenza artificiale”. La prima giornata continuerà con la lectio di Pierluigi Contucci, ordinario di Fisica matematica all’Università di Bologna e tra i più autorevoli studiosi italiani di sistemi complessi e machine learning. Nel suo intervento, “La rivoluzione dell’intelligenza artificiale: rischi e opportunità”, Contucci partirà dal paradosso: l’IA ha già una capacità trasformativa enorme, ma resta priva di una teoria che ne spieghi il funzionamento e ne preveda i limiti; come la macchina a vapore che anticipò di decenni la termodinamica. Da qui una lettura che intreccia storia, filosofia ed economia, fino al nodo democratico: delegare a pochi soggetti privati – o a Stati a regia unica – la comprensione di una tecnologia di uso generale significa cedere parte della propria capacità di giudizio, perché i modelli linguistici non sono infrastrutture neutre, ma incorporano scelte su dati, lingue e priorità che orientano i luoghi stessi in cui i cittadini si informano e decidono.

La giornata di domani si aprirà alle 10.30 con Giuseppe De Pietro, presidente della Fondazione FAIR – Future Artificial Intelligence Research, il principale partenariato italiano dedicato alla ricerca sull’IA, che nella relazione “Il futuro dell’IA: nuovi trend e sfide” affronterà le evoluzioni più recenti della tecnologia, dai modelli generativi alle sfide di governance, regolazione e competenze. A seguire Martina Iammarino, con l’intervento “Dall’algoritmo all’impatto: le applicazioni dell’IA”, si soffermerà sugli impieghi concreti dell’intelligenza artificiale nei diversi settori, dalla sanità all’industria fino alla pubblica amministrazione.

Con questa edizione la Summer School del Centro “Guido Dorso” si conferma un laboratorio di alta formazione rivolto alle nuove generazioni, che favorisce il dialogo tra ricerca scientifica, istituzioni e società. Interrogarsi sull’intelligenza artificiale significa, per il Centro, rinnovare la propria missione: leggere le trasformazioni del presente senza perdere di vista il Mezzogiorno e formare una classe dirigente capace di affrontare con competenza e spirito critico le grandi sfide del nostro tempo.