Wellness Real Estate, boom a livello globale delle abitazioni che migliorano la qualità della vita – askanews.it

Wellness Real Estate, boom a livello globale delle abitazioni che migliorano la qualità della vita

Ecco i 6 trend che stanno trasformando il settore
Set 8, 2026
Roma, 8 set. – Con la fine dell’estate e il ritorno alla routine, per molti italiani riaffiora il cosiddetto post-vacation blues, il fisiologico senso di fatica che può accompagnare la ripresa delle attività quotidiane. In questa fase, la casa e il quartiere tornano a occupare un ruolo centrale: non sono soltanto i luoghi in cui vivere, ma anche spazi che incidono sul benessere, sulla qualità delle relazioni e sulla vita di tutti i giorni.
Raramente si pensa al settore immobiliare quando si parla di wellness, eppure il luogo in cui viviamo e il contesto in cui si inserisce l’abitazione hanno un impatto diretto su ciascuno di noi. Un’evidenza confermata anche da uno studio del Global Wellness Institute , secondo cui il mercato immobiliare del benessere vale attualmente 548 miliardi di dollari a livello globale e si prevede che supererà i 1.000 miliardi di dollari entro il 2029: con un +82% nei prossimi 3 anni rappresenta il settore in più rapida crescita nell’economia del wellness.
A evidenziarlo è anche uno studio italiano condotto da Humans&Data, l’agenzia di marketing e comunicazione specializzata nell’analisi e nell’interpretazione di grandi moli di dati a supporto di decisioni strategiche e innovative per mercato e istituzioni, secondo cui la soddisfazione per il quartiere e per la propria abitazione influisce direttamente sul benessere individuale: in particolare, il report evidenzia che la bontà del contesto abitativo è strettamente collegata alla qualità delle relazioni personali e al tempo libero, mentre la soddisfazione per la casa contribuisce direttamente all’appagamento complessivo della vita.

A guidare questa evoluzione è quindi una crescente richiesta di spazi abitativi capaci non solo di rispondere a esigenze funzionali, ma anche di supportare il benessere fisico, mentale e sociale delle persone. Il wellness entra così nel cuore della progettazione immobiliare, coinvolgendo non soltanto gli edifici, ma anche i quartieri e le comunità in cui sono inseriti. Case e spazi condivisi vengono ripensati come infrastrutture in grado di favorire salute mentale, longevità, resilienza e prevenzione, trasformando il modo in cui vengono progettati gli ambienti di vita, riqualificate le abitazioni e orientati gli investimenti nel settore.

“Il valore di un’abitazione oggi non può essere misurato soltanto in termini economici o patrimoniali, ma anche nella sua capacità di contribuire concretamente al benessere delle persone che la vivono. La casa e il quartiere rappresentano infatti gli ambienti in cui si sviluppano le nostre relazioni, le nostre abitudini e la nostra qualità della vita quotidiana. Per questo, investire nella loro valorizzazione significa creare condizioni migliori per il benessere individuale e collettivo”, ha dichiarato Alessandro Ponti, Presidente di Harley&Dikkinson. “Attraverso la riqualificazione energetica degli edifici e iniziative di rigenerazione urbana come Centopiazze, lavoriamo per promuovere un modello in cui sostenibilità, qualità degli spazi e dimensione sociale procedano insieme. Riqualificare non significa soltanto migliorare le prestazioni di un immobile, ma contribuire alla costruzione di luoghi più vivibili, inclusivi e capaci di generare valore per le comunità nel lungo periodo”.

Abitazione e quartiere come luoghi del benessere – La ricerca di Humans&Data, realizzata per e con Cistà social disctrict, evidenzia come il benessere di un quartiere non dipenda esclusivamente dalle sue caratteristiche materiali, ma dall’interazione tra dimensioni fisiche e sociali. Un principio confermato anche dal modello House of Happiness di Bonava – che ha trovato applicazione nel quartiere Città Studi-Acquabella di Milano – secondo cui il benessere di quartiere si costruisce progressivamente attraverso quattro livelli: funzionalità, qualità dell’ambiente, comunità e senso di scopo. In questo percorso assumono un ruolo centrale non solo la presenza di servizi, aree verdi, sicurezza e spazi di incontro, ma anche la qualità delle relazioni tra vicini. Lo studio evidenzia infatti che le persone che hanno interagito recentemente con i propri vicini si dichiarano circa il 15% più felici, mentre chi vive in quartieri caratterizzati da buoni rapporti di vicinato riporta livelli di felicità nel quartiere superiori del 55% e una felicità generale maggiore del 30%. Anche la possibilità di organizzare attività comuni rappresenta un fattore determinante: nei quartieri dove è semplice promuovere iniziative condivise, la felicità generale aumenta in media del 21% e quella legata al quartiere del 30%.
Il rapporto evidenzia inoltre il ruolo dell’ambiente urbano nel favorire il benessere quotidiano. Chi vive in quartieri vicini a parchi e aree verdi registra livelli di felicità generale mediamente superiori del 18% e una soddisfazione per il proprio quartiere più alta del 38%, mentre pedonabilità e ciclabilità contribuiscono rispettivamente a un incremento del 17% della felicità generale e del 27% di quella di quartiere . In questa prospettiva, la casa evolve da semplice bene patrimoniale a una vera e propria infrastruttura di benessere, capace di generare valore per le persone e per i territori.

È su questa visione che si fonda l’approccio di Harley&Dikkinson, che attraverso la riqualificazione energetica degli edifici e progetti di rigenerazione urbana come il progetto Centopiazze, promosso da Fondazione Borghi Felici, sostiene un modello in cui valorizzazione immobiliare, sostenibilità e qualità della vita procedono insieme, trasformando gli interventi sul patrimonio costruito in leve di sviluppo per le comunità.
I 6 trend che stanno trasformando il Wellness Real Estate – Il settore immobiliare sta vivendo quindi un cambio di paradigma: la qualità di un edificio non viene più valutata soltanto sulla base di caratteristiche tecniche, energetiche, architettoniche o stilistiche, ma anche sulla capacità di contribuire al benessere fisico, mentale e sociale delle persone. Il Wellness Real Estate integra così progettazione, sostenibilità, tecnologia e dimensione comunitaria, trasformando il modo in cui vengono concepiti case e quartieri .

1. Da casa a infrastruttura del benessere – La casa non è più soltanto un bene patrimoniale, ma un’infrastruttura capace di incidere concretamente su salute, qualità della vita e longevità. Sempre più persone ricercano abitazioni che favoriscano il benessere quotidiano attraverso una migliore qualità dell’aria, illuminazione naturale, comfort ambientale e accesso a servizi essenziali. In questa prospettiva, il valore di un immobile non dipende più esclusivamente dalla posizione o dalle caratteristiche costruttive, ma anche dalla sua capacità di contribuire al benessere fisico, mentale e sociale di chi lo abita.

2. Prima il quartiere, poi l’edificio – La progettazione immobiliare parte sempre meno dall’edificio e sempre più dal contesto. Natura, risorse ambientali, servizi di prossimità, mobilità sostenibile e bisogni della comunità diventano il punto di partenza per sviluppare nuovi quartieri. Il territorio non rappresenta più uno sfondo, ma l’elemento guida del progetto: aree verdi, percorsi pedonali e ciclabili, spazi pubblici e servizi concorrono a creare comunità più resilienti, sostenibili e attrattive.

3. La casa diventa uno spazio per rigenerarsi – Dopo anni in cui l’abitazione è stata pensata soprattutto come luogo della produttività e dello smart working, cresce la domanda di ambienti progettati per favorire recupero psicofisico ed equilibrio emotivo. Luce naturale, ventilazione, comfort acustico, controllo climatico, materiali salubri e connessione con la natura diventano elementi centrali nella progettazione. Il wellness entra così nella quotidianità domestica, trasformando la casa in uno spazio dedicato anche al riposo e alla rigenerazione.

4. Il benessere esce dal lusso – Il wellness real estate non è più riservato agli immobili di fascia alta. Sempre più interventi di riqualificazione e nuovi sviluppi integrano principi di benessere anche nell’edilizia destinata al mercato medio. Verde urbano, sicurezza, pedonabilità, mobilità sostenibile, servizi e spazi condivisi dimostrano che migliorare la qualità della vita non richiede necessariamente soluzioni esclusive, ma una progettazione attenta alle esigenze delle persone e delle comunità.

5. Dagli smart building alle smart community – L’evoluzione tecnologica non riguarda più soltanto la casa, ma l’intero quartiere. L’intelligenza artificiale e le piattaforme digitali consentono di personalizzare servizi, ottimizzare i consumi, migliorare la gestione degli spazi condivisi e favorire nuove forme di partecipazione. Il concetto di smart home lascia così spazio a quello di quartiere intelligente, capace di adattarsi ai bisogni dei residenti e di promuovere benessere, inclusione e qualità della vita.

6. La socialità entra nel progetto – Sempre più studi dimostrano che il benessere di un quartiere dipende anche dalla qualità delle relazioni tra le persone. Spazi condivisi, piazze, percorsi pedonali e occasioni di incontro favoriscono la nascita di legami di vicinato, contribuendo a contrastare la solitudine e a rafforzare il senso di appartenenza. Secondo il modello House of Happiness di Bonava, i residenti che vivono in quartieri caratterizzati da buoni rapporti di vicinato dichiarano livelli di felicità nel quartiere superiori del 55%, confermando come la progettazione urbana possa incidere direttamente sul benessere collettivo.