Giappone, Takaichi accelera su Ia e droni per la nuova difesa – askanews.it

Giappone, Takaichi accelera su Ia e droni per la nuova difesa

La premier nipponica: aumentare rapidità nell’introduzione tecnologie
Set 2, 2026

Roma, 2 set. (askanews) – Il Giappone prepara una trasformazione delle sue Forze di autodifesa imperniata su Intelligenza artificiale, sistemi senza equipaggio e capacità di comando digitalizzate. A indicare la direzione è la premier Sanae Takaichi, mentre Tokyo mette sul tavolo per l’anno fiscale 2027, che inizierà ad aprile, una richiesta record per la Difesa da 8.890 miliardi di yen, circa 47,9 miliardi di euro. E il conto finale potrebbe essere ancora più alto: numerosi programmi legati alla revisione della strategia di sicurezza sono stati inseriti nella richiesta di bilancio senza una cifra definitiva e saranno quantificati durante la preparazione della finanziaria di fine anno.

Parlando oggi ai vertici delle Forze di autodifesa, Takaichi ha chiesto di accelerare drasticamente l’introduzione delle nuove tecnologie. “Va da sé che dobbiamo introdurre con ancora maggiore rapidità” strumenti come l’Ia e i sistemi senza equipaggio, ha detto la premier, sottolineando che il loro ritmo di sviluppo è “completamente diverso” da quello degli armamenti tradizionali. Secondo Takaichi, non basta acquistare le nuove tecnologie: bisogna anche verificare continuamente se “le organizzazioni e i sistemi esistenti” siano in grado di assorbirle.

Il bilancio richiesto dal ministero della Difesa offre già un’indicazione piuttosto precisa di ciò che Tokyo ha in mente. Il piano prevede un sistema basato sull’Ia per sostenere le decisioni del Comando operativo congiunto, capace di integrare e analizzare rapidamente i dati, individuare gli obiettivi e fornire in tempo reale una rappresentazione della situazione operativa. E’ inoltre prevista la costruzione di una piattaforma di nuova generazione denominata “AI Orchestrator”, destinata a gestire diversi modelli di Ia a seconda del grado di complessità e segretezza delle operazioni, insieme a un cloud sovrano ad alta sicurezza per i dati della Difesa.

Ancora più marcata è la svolta sui sistemi senza equipaggio. Il ministero punta ad acquisire droni per ricognizione, sorveglianza, targeting e attacco, a sviluppare piccoli veicoli terrestri senza equipaggio e a studiare moduli per il lancio di missili stand-off da veicoli subacquei autonomi. Nel documento di bilancio l’obiettivo viene formulato senza mezzi termini: trasformare le Forze di autodifesa nell’organizzazione che “utilizza più di ogni altra al mondo gli asset senza equipaggio”. La logica è anche economica e demografica: usare sistemi relativamente poco costosi per contrastare piattaforme avversarie molto più costose, riducendo al tempo stesso l’esposizione del personale in un Paese che fatica sempre più a reclutare militari.

La nuova impostazione accelera un processo già avviato. Nel bilancio 2026 il programma di rafforzamento delle capacità militari dispone di 8.809 miliardi di yen, circa 47,5 miliardi di euro, mentre considerando anche le iniziative complementari alla difesa la spesa indicata dal governo sale a circa 10.600 miliardi di yen, 57,1 miliardi di euro. Tokyo sostiene di avere così sostanzialmente anticipato il raggiungimento del livello di spesa equivalente al 2% del Pil fissato nella Strategia di sicurezza nazionale del 2022, anche se il rapporto varia sensibilmente a seconda dell’anno di riferimento utilizzato per calcolare il prodotto interno lordo.

Proprio l’impianto strategico del 2022 è destinato a essere superato. Entro la fine dell’anno il governo Takaichi intende riscrivere la Strategia di sicurezza nazionale, la Strategia di difesa nazionale e il Programma di potenziamento della difesa, meno di quattro anni dopo la loro approvazione. Fu con quei documenti che il Giappone decise di dotarsi di capacità di contrattacco contro basi e installazioni nemiche e avviò il più consistente rafforzamento militare del dopoguerra. Ora il ministero individua nove priorità per la nuova fase: Ia, sistemi senza equipaggio, capacità stand-off, difesa aerea e antimissile integrata, spazio, cyber, difesa del Pacifico e delle rotte marittime, industria militare e personale.

Su Tokyo pesa anche una pressione crescente degli Stati uniti. L’amministrazione Trump considera insufficiente il livello attuale della spesa giapponese e chiede agli alleati asiatici di assumere una quota maggiore dell’onere della propria difesa. Il sottosegretario statunitense alla Difesa per la politica, Elbridge Colby, ha recentemente osservato che per un’economia delle dimensioni di quella giapponese, collocata in una posizione decisiva lungo la prima catena di isole del Pacifico, una spesa militare intorno all’1,6% del Pil “non torna”, invitando Tokyo a “fare un passo avanti”.

La risposta di Takaichi sembra andare precisamente in questa direzione, ma con una caratteristica ulteriore: il riarmo viene sempre più concepito come una trasformazione tecnologica dell’intero sistema della difesa. La premier ha indicato Ia, sistemi senza equipaggio, spazio, cyber e spettro elettromagnetico come settori da “comprendere e utilizzare fino in fondo”, chiedendo una cooperazione più stretta non soltanto tra le diverse componenti militari, ma anche con ministeri, amministrazioni locali, imprese e istituti di ricerca. “Anche assicurando un bilancio sufficiente e disponendo di equipaggiamenti eccellenti – ha avvertito – alla fine sono le persone a farli funzionare”.