Roma, 11 ago. (askanews) – Il peggio deve ancora venire: l’Europa occidentale ha appena attraversato il giugno-luglio più caldo mai registrato, con il continente costretto a fare i conti con siccità , incendi e terreni sempre più asciutti, ma l’allarme arriva da lontano. Nel Pacifico tropicale si sta sviluppando un El Nino destinato a rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi. I due fenomeni non sono la stessa cosa: il primo si inserisce nella tendenza di lungo periodo del riscaldamento climatico, il secondo rappresenta una grande oscillazione naturale del sistema oceano-atmosfera. Ma la loro sovrapposizione potrebbe rendere particolarmente delicato il passaggio tra la seconda metà del 2026 e il 2027.