Gli operatori leciti hanno dovuto assistere lo Stato nel costruire una rete di tutele per ricondurre il gioco irregolare (spesso nelle mani della criminalità) a un gioco legale, partendo però con uno svantaggio competitivo iniziale. Serve quindi un atteggiamento legislativo non eccessivamente repressivo, altrimenti si favorisce chi opera sotto traccia.
La nuova frontiera della legalità passa oggi dai pagamenti. L’offerta illegale, in particolare quella online, non può esistere senza circuiti che ne movimentino gli incassi: ogni puntata raccolta e ogni vincita erogata fuori dal perimetro legale lascia comunque una traccia finanziaria. In un contesto in cui le segnalazioni di operazioni sospette hanno raggiunto nel 2025 il livello più alto di sempre, con oltre 162.000 comunicazioni ricevute dall’UIF, il presidio antiriciclaggio assume un valore ancora più strategico. Intercettare, qualificare e, dove necessario, interrompere quei flussi è probabilmente lo strumento di contrasto più efficace di cui il sistema disponga, perché colpisce l’illegalità nel punto in cui è più vulnerabile: la sua sostenibilità economica.
Per questo la compliance nei pagamenti, l’adeguata verifica della clientela, la tracciabilità delle operazioni, il monitoraggio dei flussi anomali, la piena integrazione con il quadro antiriciclaggio, deve diventare uno standard condiviso lungo tutta la catena, e non un onere che grava soltanto su chi già opera nella legalità.
Un ruolo decisivo spetta agli intermediari dei pagamenti, chiamati a essere parte attiva nel distinguere i flussi leciti da quelli che alimentano l’offerta clandestina, e a non prestare inconsapevolmente i propri circuiti a operatori privi di titolo o per procedure non efficaci per una effettiva tracciabilità. La prevenzione antiriciclaggio, in questo senso, è il punto in cui la difesa della legalità del gioco si salda con la tutela dell’ordine economico, dell’integrità dei mercati e della sicurezza del Paese.
Quanto all’omnicanalità, il gioco online non sostituisce quello fisico, lo completa: le abitudini sono ampliate, non sostituite. Il fisico (regolamentato dal 2004) ha subito aumenti di tassazione, limiti orari, distanze dai luoghi sensibili e tessera sanitaria, mentre l’online ha goduto di minori vincoli, tassazione agevolata e costi inferiori. Questa disparità penalizza tutti e rischia di alimentare ulteriormente l’illegalità. Il riordino è fondamentale per riequilibrare l’offerta e mettere il giocatore in condizione di scegliere il legale.” È quanto ha affermato Raffaele Gnazzi, Legal & Compliance Director di Novomatic Italia e CEO di ADMIRAL Pay, nel suo intervento all’evento “Legalità in Gioco” del 14 luglio 2026 alla Camera dei Deputati.







