Produttività e futuro dei territori: AEPInpresenta la ricerca sui servizi – askanews.it

Produttività e futuro dei territori: AEPInpresenta la ricerca sui servizi

E rilancia il sostegno alle micro imprese
Lug 15, 2026
Roma, 15 lug. – Ridurre i divari territoriali, rafforzare la competitività del sistema produttivo e sostenere la crescita delle micro imprese. Sono questi i temi al centro dell’incontro promosso dalla Confederazione AEPI, che ha presentato a Roma i risultati della ricerca “La produttività nel settore dei servizi. Struttura produttiva, dinamiche competitive e divari territoriali”, realizzata dal Centro Studi ProduttivItalia guidato da Marco Travaglini.
L’evento, ospitato presso Spazio Impresa nella sede nazionale della Confederazione, ha riunito esponenti delle istituzioni, del Governo e delle principali forze politiche in un confronto dedicato a uno dei nodi più rilevanti per il futuro dell’economia italiana: la produttività del settore dei servizi, oggi determinante per la crescita del Paese ma ancora caratterizzata da profonde differenze territoriali e settoriali.
Al tavolo dei relatori sono intervenuti Alberto Bagnai, responsabile Economia della Lega, Antonio
Misiani, responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture del Partito Democratico, Renato Loiero, consigliere economico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Mino Dinoi, presidente della Confederazione AEPI. I lavori sono stati moderati da Mauro Antonini, responsabile AEPI per le attività produttive.

La ricerca evidenzia come il comparto dei servizi rappresenti oggi una componente essenziale dell’economia nazionale, ma anche uno dei settori nei quali emergono con maggiore evidenza le criticità strutturali che rallentano la crescita. Dall’analisi emerge infatti una forte polarizzazione tra i servizi ad alto valore aggiunto, in particolare quelli tecnologici e finanziari, e i servizi tradizionali rivolti alle persone e alle imprese, che registrano livelli di produttività più contenuti e maggiori difficoltà nell’adozione di processi innovativi.
«Abbiamo affrontato un tema di grande importanza che troppo spesso rimane ai margini del dibattito pubblico», ha spiegato Marco Travaglini, presidente del Centro Studi ProduttivItalia. «I dati mostrano come la produttività dei servizi rappresenti una delle principali sfide per la competitività italiana e come sia necessario intervenire per ridurre le disuguaglianze territoriali e rafforzare la capacità di crescita delle imprese».
Travaglini ha poi rivolto uno speciale ringraziamento per la pubblicazione a Giuliano Resce, professore associato di Economia presso l’Università del Molise, Giulio Pedrini, dottore di ricerca in Law and Economics e professore associato presso l’Università Kore di Enna, Gianluca Monturano, ricercatore in Economia Politica presso il Dipartimento di Scienza Economiche dell’Università del Salento
Nel corso del confronto è emersa una sostanziale convergenza sulla necessità di adottare politiche capaci di favorire investimenti, innovazione e crescita dimensionale delle imprese. Mauro Antonini ha sottolineato l’importanza di intervenire sui divari di produttività tra Nord e Sud attraverso il potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali, dei servizi e delle opportunità di sviluppo locale.

«Senza competitività territoriale non può esserci sviluppo duraturo», ha evidenziato Antonini. «Con questa ricerca AEPI mette a disposizione delle istituzioni dati e proposte concrete per orientare le politiche pubbliche a sostegno delle imprese, del lavoro e della coesione sociale».
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle micro e piccole imprese, che costituiscono l’ossatura del tessuto produttivo italiano. Antonio Misiani ha richiamato la necessità di aiutare le aziende a superare i limiti dimensionali che ne frenano la crescita, favorendo processi di innovazione, digitalizzazione e adozione dell’intelligenza artificiale. Secondo il senatore del Partito Democratico, occorre inoltre ridurre i divari territoriali che continuano a incidere negativamente sulla produttività del sistema economico nazionale.
Da una prospettiva più ampia, Alberto Bagnai ha ricostruito l’evoluzione della produttività italiana negli ultimi decenni, evidenziando come il rallentamento della crescita non possa essere attribuito esclusivamente alle piccole e medie imprese. L’analisi storica mostra infatti che fino alla fine del secolo scorso la produttività italiana risultava sostanzialmente allineata a quella delle principali economie europee, per poi registrare una progressiva frenata.
Nel suo intervento, Renato Loiero ha invece richiamato l’attenzione sulle difficoltà strutturali che caratterizzano molti comparti dei servizi, dove la crescita della produttività rimane limitata nonostante l’aumento dei costi e delle retribuzioni. Una dinamica che incide direttamente sulla capacità competitiva dell’intero sistema economico e che richiede politiche di lungo periodo orientate all’innovazione e all’efficienza.
A conclusione dell’incontro, il presidente della Confederazione AEPI Mino Dinoi ha annunciato la volontà dell’organizzazione di presentare alle istituzioni un pacchetto di cinque proposte a sostegno delle micro imprese, che rappresentano circa il 95% del totale delle imprese italiane, pari a oltre 4,314,961 milioni di attività economiche.

«La produttività deve tornare al centro del confronto tra politica, istituzioni e mondo produttivo», ha dichiarato Dinoi. «I risultati della ricerca indicano con chiarezza le sfide che il Paese è chiamato ad affrontare. Per questo AEPI intende contribuire al dibattito con proposte concrete a favore delle micro imprese, della competitività e della crescita dei territori».
La ricerca presentata da AEPI rappresenta un contributo al dibattito sulle politiche di sviluppo del Paese e offre una base di analisi utile per definire interventi mirati in vista delle prossime scelte economiche e di bilancio. L’obiettivo condiviso emerso dal confronto è costruire un percorso di crescita capace di ridurre i divari territoriali, aumentare la produttività e valorizzare il ruolo delle imprese come motore dello sviluppo economico e sociale dell’Italia.