Roma, 10 lug. (askanews) – La Camera bassa del Parlamento giapponese ha approvato la riforma della legge sulla Casa imperiale, destinata ad aumentare il numero sempre più ridotto dei membri della famiglia imperiale. Il provvedimento, sostenuto dalla maggioranza dei partiti, passa ora alla Camera dei consiglieri, dove dovrebbe ottenere il via libera definitivo entro l’attuale sessione parlamentare.
Hanno votato a favore il Partito liberaldemocratico, il Partito dell’innovazione, l’Alleanza riformista centrista, il Partito democratico per il popolo e Sanseito (populista). Il Partito comunista e Reiwa Shinsengumi si sono opposti, mentre Team Mirai ha lasciato libertà di voto ai propri parlamentari.
La riforma si fonda su due misure principali. La prima consente alle donne della famiglia imperiale di conservare il proprio status anche dopo il matrimonio con un cittadino comune, mentre in base alle norme attuali devono lasciare la Casa imperiale. I loro coniugi e figli, tuttavia, non diventeranno membri della famiglia imperiale.
La seconda misura permette ai membri della Casa imperiale di adottare discendenti maschi in linea paterna degli undici rami della famiglia imperiale privati del loro status nel 1947. Potranno essere adottati uomini di almeno 15 anni, senza moglie né figli.
Gli uomini adottati non acquisiranno il diritto di successione al trono. Un eventuale figlio maschio nato dopo l’adozione, tuttavia, sarà considerato membro della famiglia imperiale dalla nascita e potrà entrare nella linea di successione, secondo il ramo paterno di provenienza.
Quest’ultima disposizione ha provocato le maggiori contestazioni. Alcuni partiti di opposizione hanno sostenuto che il Parlamento aveva discusso inizialmente soltanto della necessità di aumentare il numero dei membri della Casa imperiale, senza affrontare direttamente le regole della successione.
Quattro deputati dell’Alleanza riformista centrista hanno lasciato l’aula prima del voto, affermando di non poter sostenere il testo. Il deputato Yoshifu Arita ha criticato anche la rapidità dell’esame parlamentare, durato soltanto poche ore.
Il governo ha ribadito che la riforma non anticipa né vincola le future discussioni sulla successione. Il capo di gabinetto Minoru Kihara ha sottolineato che l’obiettivo immediato è preservare il numero dei membri della famiglia imperiale senza modificare l’attuale linea che conduce dall’imperatore Naruhito al principe ereditario Akishino e quindi al principe Hisahito.
La legge prevede inoltre una verifica della situazione ogni 30 anni e una risoluzione parlamentare impegna le istituzioni a proseguire il confronto sulle misure necessarie a garantire una successione stabile. Restano fuori dal provvedimento le questioni più controverse, tra cui la possibilità di ammettere al trono una donna o un discendente per linea femminile.
La camera alta ha già istituito una commissione speciale per esaminare la riforma. La maggioranza ha proposto di avviare la discussione il 14 luglio.







