Cina-Giappone, voli estivi giù del 57% per tensioni politiche – askanews.it

Cina-Giappone, voli estivi giù del 57% per tensioni politiche

Pesano questione Taiwan e aumento dei costi dei visti
Giu 25, 2026

Roma, 25 giu. (askanews) – I voli tra Cina e Giappone programmati dalle compagnie aeree per il picco estivo di luglio e agosto sono calati del 57% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dopo le tensioni politiche tra Pechino e Tokyo e l’aumento dei costi dei visti giapponesi. E’ quanto emerge da dati della società britannica di analisi del trasporto aereo Oag, che ha monitorato 23 compagnie.

A luglio sono previsti 2.629 voli di andata e ritorno tra i due paesi asiatici, contro i 6.317 dello stesso mese del 2025. Ad agosto i voli programmati sono 2.641, in calo rispetto ai 6.127 effettuati nell’agosto dello scorso anno.

“Con le sfide geopolitiche che continuano a influenzare i modelli di viaggio, la domanda attuale sembra allineata alla capacità pianificata dalle compagnie aeree per il periodo”, ha detto Mayur Patel, responsabile Asia di Oag.

Le cancellazioni di massa dei voli tra Cina e Giappone sono iniziate a novembre, dopo che la prima ministra giapponese Sanae Takaichi aveva irritato Pechino suggerendo che Tokyo avrebbe potuto dispiegare forze militari in caso di conflitto nello Stretto di Taiwan.

Nello stesso mese Pechino aveva emesso un avviso di viaggio invitando i cittadini cinesi a evitare il Giappone, mentre alcune compagnie aeree cinesi avevano offerto rimborsi ai passeggeri diretti verso destinazioni giapponesi. Secondo i dati citati, la Cina ha cancellato quasi 9.000 voli verso il Giappone dall’inizio dell’anno al 23 giugno.

A pesare sul traffico è anche l’aumento dei costi dei visti giapponesi, che scatterà il mese prossimo per la prima volta dal 1978. Il visto a ingresso singolo passerà da 3.000 (16 euro) a 15.000 yen (81 euro), mentre quello a ingressi multipli salirà da 6.000 (32 euro) a 30.000 yen (162 euro).

Tra i cinque principali mercati di provenienza del turismo in Giappone, la Cina continentale è l’unico per il quale i viaggiatori devono ottenere un visto. Nei primi nove mesi del 2025, prima della crisi politica, la Cina continentale era stata la principale fonte di turisti per il Giappone, con quasi 7,5 milioni di visitatori.

Secondo Oag, i tagli più consistenti per luglio e agosto riguardano le compagnie cinesi, incluse le tre maggiori società statali. Le principali compagnie giapponesi, invece, mostrano variazioni minime nei programmi di volo rispetto allo scorso anno.

Una parte della domanda che in passato alimentava i viaggi tra Cina e Giappone si è spostata verso il Sud-est asiatico, in particolare verso il Vietnam, ha aggiunto il responsabile Asia di Oag.