Li Qiang: la Cina è opportunità, Occidente cambi la narrazione – askanews.it

Li Qiang: la Cina è opportunità, Occidente cambi la narrazione

Premier al Summer Davos: innovazione non è minaccia ma empowerment
Giu 24, 2026

Roma, 24 giu. (askanews) – La narrazione occidentale del “China Shock 2.0” non è fondata sui fatti e dovrebbe essere sostituita con quella della “Opportunità Cina 2.0”. Lo ha detto il premier cinese Li Qiang, intervenendo alla sessione inaugurale del Forum economico mondiale dei nuovi campioni, il Summer Davos, in corso a Dalian, nella provincia nord-orientale del Liaoning, secondo quanto riporta il South China Morning Post.

“Ciò che le tecnologie e i prodotti cinesi nei settori emergenti portano al mondo non è uno shock, ma un’opportunità; non una minaccia, ma empowerment”, ha detto Li, sostenendo che la Cina sta agendo da catalizzatore per la crescita globale.

Il premier ha respinto le accuse secondo cui la competitività cinese sarebbe il risultato di sussidi statali, attribuendola invece al lavoro delle imprese, alla capacità industriale accumulata e alla vastità del mercato interno, che offre un ampio spettro di applicazioni ai nuovi prodotti. “Il governo cinese non è ancora così ricco, e non potrebbe permettersi nemmeno questi sussidi”, ha affermato.

“L’innovazione cinese nasce dal duro lavoro di tutti nel rafforzare le nostre capacità interne. Sappiamo bene che non esistono scorciatoie nella ricerca e nello sviluppo scientifico e tecnologico”, ha detto Li.

Il premier ha citato Huawei Technologies come esempio di resilienza di fronte alle pressioni sui costi e alle influenze esterne definite “ingiuste”. L’azienda di Shenzhen, ha osservato, è stata a lungo sottoposta a blocchi esterni, ma negli anni ha aumentato, invece di ridurre, la spesa in ricerca e sviluppo. Secondo Li, i progressi del gruppo sono legati a investimenti per 1.000 miliardi di yuan, pari a circa 148 miliardi di dollari, nella ricerca scientifica nell’ultimo decennio.

Li ha presentato la Cina come un “rifugio sicuro” per l’economia mondiale in una fase di crescente turbolenza globale. “Di fronte ai molteplici shock provocati dalle carenze energetiche internazionali e dalle gravi interruzioni delle catene globali di approvvigionamento, la capacità della nostra economia di mantenere una crescita stabile ha immesso una preziosa certezza in un mondo di crescente incertezza”, ha detto.

Il messaggio arriva mentre la guerra in Iran pesa sull’economia globale, facendo aumentare i prezzi delle materie prime e interrompendo i flussi commerciali. La Cina resta relativamente isolata dal conflitto, ma la spinta della sua crescita ha rallentato negli ultimi due mesi, dopo un’espansione del 5 per cento nel primo trimestre.

“Abbiamo la fiducia e la capacità di mantenere questo buon inizio, sostenere il nostro slancio di sviluppo e continuare a scrivere nuovi capitoli dello sviluppo di alta qualità della Cina”, ha detto Li. Pechino ha fissato per quest’anno un obiettivo di crescita del Pil tra il 4,5 e il 5 per cento.

A maggio le vendite al dettaglio, indicatore chiave dei consumi, sono diminuite dello 0,6 per cento su base annua, il primo calo dalla fine delle restrizioni anti-Covid nel 2022. Nello stesso mese, le esportazioni cinesi sono cresciute del 19,4 per cento, evidenziando squilibri sempre più marcati nella seconda economia mondiale.

La forza dell’export cinese ha alimentato allarmi in Europa e altrove per l’impatto sulle industrie locali. I critici accusano Pechino di sovraccapacità industriale, una preoccupazione che si è intensificata nella teoria del “China Shock 2.0”, alimentata anche dal surplus commerciale cinese da record, pari a quasi 1.200 miliardi di dollari nel 2025, sostenuto dall’aumento delle esportazioni a basso costo e ad alta tecnologia, come i veicoli elettrici.

Li ha sostenuto che in passato la Cina ha condiviso con il mondo soprattutto i dividendi del suo enorme mercato e della produzione a basso costo, mentre oggi offre anche “dividendi dell’innovazione” attraverso il progresso tecnologico e l’aggiornamento industriale.

“Per le imprese di tutto il mondo, la opportunità Cina 2.0 significa empowerment innovativo a tutto campo e opportunità di investimento ad alto rendimento”, ha affermato.

Il premier ha citato anche Unitree Robotics, azienda della sua provincia natale, lo Zhejiang, come esempio del potenziale di rendimento per gli investitori globali. La società di robotica umanoide, ha ricordato, valeva appena 10 milioni di yuan nel 2016, quando Li lasciò lo Zhejiang, mentre oggi è valutata 42 miliardi di yuan.

“Credo che aziende cinesi promettenti come questa non siano affatto limitate a Unitree e siano sempre più numerose”, ha detto.

Li ha però riconosciuto che aumentano anche le questioni “incontrollabili”, soprattutto nel campo dell’intelligenza artificiale. “Lo sviluppo dell’Ia ha migliorato l’efficienza dell’innovazione, ma non possiamo ignorare rischi come la perdita di controllo tecnologica e le ricadute etiche, che diventano sempre più evidenti nell’attuale fase dello sviluppo tecnologico”, ha affermato.

“In questo nuovo contesto, una cooperazione più stretta è l’unico modo per promuovere l’innovazione e affrontare rischi e sfide diversi”, ha aggiunto il premier cinese.

Il tema del Summer Davos di quest’anno è “Innovare su larga scala”. Al forum partecipano oltre 1.700 delegati da più di 90 paesi e regioni, inclusi i primi ministri di Bangladesh, Kazakistan, Mongolia e Corea del sud.