A evidenziarlo è la ricerca “Le grandi tecnologie del futuro: nuovi paradigmi per economia, sicurezza e società. Verso una strategia di techshoring per l’Italia” di TEHA Club – piattaforma riservata ai vertici di oltre 450 imprese nazionali e multinazionali operanti in Italia e in Europa al fine di contribuire al progresso civile ed economico del Paese e dell’Europa in un’epoca di competizione globale – e InnoTech Hub, piattaforma tematica nata nel 2011 e diventata il punto di riferimento per l’approfondimento e la discussione di temi legati alle nuove frontiere della tecnologia e dell’innovazione.
Lo studio considera 5 macrotrend tecnologici strategici su cui investire per la competitività̀ dell’Italia di domani (energia e acqua; AI e quantum; robotica e sistemi autonomi; biotecnologie e materiali avanzati; difesa, spazio e sicurezza) e si pone come obiettivo quello di definire una strategia di techshoring: una politica industriale che allinei le catene del valore nazionali ai grandi trend tecnologici globali, attraendo capitali e competenze per fare dell’Italia un hub di innovazione. “Se guardiamo al posizionamento nell’ecosistema internazionale dell’innovazione industriale, l’Italia dispone di asset reali e riconosciuti: una base scientifica eccellente, infrastrutture di ricerca di rilievo internazionale, competenze industriali radicate in territori a forte vocazione produttiva. La catena che dovrebbe collegare conoscenza, tecnologia e mercato tende però a interrompersi nei passaggi intermedi, disperdendo un potenziale che altre economie stanno invece capitalizzando”, spiega Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group. “La soluzione è compiere scelte mirate, costruendo sulle eccellenze esistenti e sviluppando ecosistemi capaci di attrarre e trattenere capitale, talenti e innovazione. Il futuro tecnologico dell’Italia sarà quindi il risultato di scelte, investimenti mirati e capacità di visione”.
La geografia del trasferimento tecnologico – L’eccellenza tecnologica italiana è concentrata in pochi poli lungo l’asse Torino-Milano-Bologna-Roma. La produzione scientifica nelle 5 tecnologie strategiche si addensa a Milano, Padova, Bologna, Roma e Napoli, unica città del Sud inclusa tra i poli scientificamente produttivi: insieme a Pisa, il capoluogo campano mostra una specializzazione di rilievo in robotica e AI applicata. La capacità brevettuale si concentra, invece, tra Milano, Torino, Bologna e Roma e lo stesso schema si ripete sul fronte del talento: in Lombardia, Piemonte, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna si concentrano i primi poli di assunzione in tutte e 5 le tecnologie strategiche. Il Mezzogiorno resta ai margini dell’ecosistema dell’innovazione.







