Roma, 24 giu. (askanews) – La prima ministra giapponese Sanae Takaichi è stata contestata durante una cerimonia commemorativa della Seconda guerra mondiale a Okinawa da manifestanti che paventano un progressivo allontanamento del Giappone dalla linea pacifista seguita per decenni dopo il 1945.
Le immagini televisive hanno mostrato un piccolo ma rumoroso gruppo di dimostranti interrompere più volte il discorso di Takaichi, pronunciato ieri in occasione dell’81esimo anniversario della fine della battaglia di Okinawa, uno degli scontri più sanguinosi della guerra nel Pacifico, in cui morirono circa 200mila giapponesi.
Durante l’intervento della premier, i manifestanti hanno gridato slogan come “No alla guerra!” e “Proteggete l’articolo 9!”, in riferimento alla clausola della costituzione giapponese che rinuncia alla guerra.
“Ogni volta che rifletto sul rimpianto di tutti coloro che sono morti in guerra e sul dolore delle famiglie in lutto, il mio cuore si riempie di profonda tristezza”, ha detto Takaichi. “Sotto il nostro incrollabile impegno a non ripetere mai più la devastazione della guerra, il Giappone ha continuato ad avanzare con fermezza su questa strada come paese che attribuisce il massimo valore alla pace”.
Takaichi, considerata da tempo un falco sul fronte della sicurezza, ha detto di voler rivedere la costituzione. Ad aprile il Giappone, stretto alleato degli Stati uniti, ha inoltre allentato le regole sull’esportazione di armi letali, segnando un ulteriore cambiamento rispetto alla tradizionale prudenza postbellica.
Okinawa, nel sud del Giappone, ospita anche una forte presenza militare americana, da tempo fonte di disagio per parte della popolazione locale. L’isola potrebbe inoltre trovarsi in prima linea in un eventuale conflitto tra Cina e Stati Uniti attorno a Taiwan.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le proteste contro la linea di Takaichi sulla difesa. La svolta ha provocato anche la dura reazione di Pechino, che accusa Tokyo di far riemergere il “militarismo” del periodo bellico.
Dopo la sconfitta nella Seconda guerra mondiale, il Giappone ha mantenuto una posizione pacifista e le sue Forze di autodifesa sono state limitate a compiti difensivi. Negli ultimi anni, però, Tokyo ha iniziato ad acquisire capacità di “contrattacco”, aumentare la spesa militare e rafforzare la cooperazione di sicurezza con partner regionali, comprese le Filippine.
Questo processo ha accelerato sotto Takaichi, che lo scorso novembre ha irritato la Cina suggerendo che il Giappone potrebbe intervenire militarmente in caso di tentativo cinese di prendere Taiwan. Pechino considera l’isola democratica parte del proprio territorio e non ha escluso l’uso della forza per annetterla. Dopo le parole della premier, la Cina ha invitato i propri cittadini a evitare il Giappone e ha imposto restrizioni commerciali.







