Roma, 15 giu. (askanews) – “Sono Maria Rosaria Centrone e sono la sorella di Domenico, che insieme a Dina Alberizia e altri 8 volontari è stato trattenuto e privato della sua libertà in Libia Est da ormai 21 giorni. Nico, come lo chiamiamo noi in famiglia, Dina e gli altri facevano parte del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla”: così Maria Rosaria Centrone, sorella dell’attivista e documentarista pugliese Domenico, detto “Nico”, Centrone, in un video appello di circa 12 minuti, postato su Global Sumud Puglia – di cui askanews pubblica un estratto – per chiedere la liberazione del fratello trattenuto in Libia dal 24 maggio. È il secondo appello lanciato dalla famiglia Centrone, dopo quello dei genitori dell’attivista 33enne.
Un appello, spiega la sorella, che è rivolto non soltanto alle istituzioni, ma a tutta la società civile e a tutti coloro che vedranno il video, anche agli haters:
“Ho letto tanti commenti sui social negli ultimi 21 giorni, commenti anche molto cattivi, molto ostici, in cui si dice che mio fratello è uno scappato di casa, una persona che non ha un lavoro, una persona che ha fatto qualcosa di stupido e inutile, che è un cretino”, ha raccontato.
“Lui ha deciso di mettere quel corpo al servizio di questa causa, lui voleva veramente che gli aiuti passassero attraverso il valico di Rafah. Anche se non fossero passati, almeno qualcuno ne parlerà , qualcuno parlerà del convoglio, del genocidio, e non calerà il silenzio su tutta questa morte”, ha sottolineato.
“Lui è partito con consapevolezza, ed è partito anche con la consapevolezza di ferire i suoi affetti, che lo aspettavano e ora lo aspettano ancora di più”, ha aggiunto.