Roma, 28 mag. (askanews) – È stato inaugurato ieri ad Aviano (PN) il nuovo Centro di riferimento dedicato allo studio, alla prevenzione e alla cura del mesotelioma maligno pleurico, una delle patologie oncologiche più aggressive e strettamente correlate all’esposizione all’amianto. Il progetto, finanziato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e coordinato dal CRO di Aviano, coinvolge l’Università di Ferrara, le Università del territorio e il Servizio sanitario regionale, con l’ambizione di diventare un polo di eccellenza nazionale ed europeo nella ricerca e nel trattamento del mesotelioma.
Determinante e strategico il ruolo svolto da ANMIL che, attraverso il dialogo tra mondo della ricerca, istituzioni e rappresentanza delle vittime del lavoro, ha contribuito in maniera decisiva alla nascita del progetto, promuovendo l’attenzione politica e istituzionale verso una malattia che ancora oggi presenta prognosi estremamente severe. Attualmente, infatti, l’aspettativa di vita media dalla diagnosi è di circa dodici mesi.
“È per me un vero onore aver partecipato agli incontri che ci hanno condotto qui oggi, a una grande vittoria per la prevenzione e la cura del mesotelioma”, ha dichiarato il Presidente nazionale ANMIL, Amedeo Bozzer. “Questo importante traguardo dimostra che, quando istituzioni, ricerca scientifica e associazioni lavorano insieme, si possono raggiungere risultati straordinari. Continueremo a sostenere il Centro di Aviano e tutte le fasi necessarie per accompagnare l’evoluzione della ricerca verso nuove prospettive terapeutiche. Ci tengo inoltre a ringraziare personalmente gli straordinari ricercatori dell’Università di Ferrara e delle Università del territorio friulano, così come la Regione Friuli-Venezia Giulia, da cui orgogliosamente provengo, e il Presidente Massimiliano Fedriga per la disponibilità e il sostegno dimostrati”.
Alberto Alberti, Presidente della Commissione ANMIL Amianto e Malattie Professionali, ha sottolineato il valore umano e sociale del progetto: “Non esagero nel dire che oggi si realizza un sogno. Parlo anche da persona direttamente colpita dall’amianto e a nome di una Commissione che da anni raccoglie segnalazioni, bisogni e richieste di aiuto da parte dei soci ANMIL. Tutti coloro che convivono con tumori professionali e malattie lavoro-correlate conoscono il peso del dolore e della sofferenza. Per questo continueremo a essere sempre al loro fianco, con l’obiettivo di evitare ad altri ciò che noi stessi abbiamo vissuto e affrontiamo ogni giorno”.
Sulla stessa linea anche Fernando Della Ricca, Presidente ANMIL Friuli-Venezia Giulia, che ha evidenziato la portata territoriale e internazionale dell’iniziativa: “Oggi nasce un progetto che rende orgoglioso tutto il nostro territorio. Confidiamo che questa iniziativa possa rapidamente assumere una dimensione nazionale ed europea, contribuendo a far progredire una ricerca che fino a ieri sembrava impossibile. Un ringraziamento speciale va all’Assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi e a Carlo Bolzonello, Presidente della Terza Commissione Sanità del Friuli-Venezia Giulia, per il loro fondamentale sostegno. Il successo del progetto è stato reso possibile anche grazie al contributo di Gustavo Baldassarre, Direttore scientifico del CRO di Aviano, dell’oncologa Alessandra Bearz e di un’ampia equipe multidisciplinare”. Tra i principali protagonisti scientifici del progetto figura l’Università di Ferrara. Il professor Paolo Pinton, Professore Ordinario di Patologia Generale e referente dell’Ateneo nel progetto, ha illustrato le nuove prospettive terapeutiche sviluppate dal gruppo di ricerca: “Il mesotelioma è un tumore particolarmente resistente alla chemioterapia, perché le cellule tumorali perdono la capacità di attivare i processi di morte cellulare indotti dai farmaci. Le nostre ricerche hanno identificato i meccanismi alterati e individuato strategie capaci di ripristinare la sensibilità delle cellule tumorali ai trattamenti”.
“I risultati ottenuti nei modelli preclinici, sia in vitro sia in vivo, hanno mostrato dati particolarmente promettenti. Il prossimo passo sarà l’avvio di trial clinici coordinati dal CRO di Aviano per validare le nuove strategie terapeutiche direttamente sui pazienti”, ha aggiunto il professor Pinton. Il Centro svolgerà anche attività fondamentali di prevenzione e medicina predittiva attraverso l’identificazione di biomarcatori precoci legati all’esposizione all’amianto. In questo ambito è stato centrale il contributo del professor Mauro Tognon dell’Università di Ferrara, che ha individuato biomarcatori innovativi in grado di segnalare un aumentato rischio di sviluppo del mesotelioma nei soggetti esposti.
Anmil: Inaugurato centro per studio e cura mesotelioma maligno pleurico
Un progetto sostenuto da Regione Friuli-Venezia Giulia e dal CRO di Aviano






