Roma, 25 mag. (askanews) – Il sistema sanitario, la sfida tecnologica e l’assistenza per la persona. Alla ‘AI Week’ c’è stata l’occasione per riflettere su questo e tanto altro. Bisogna compiere passi in avanti, e chiedersi cosa sia veramente l’intelligenza artificiale applicata alla sanità .
Insomma “l’utilizzo di molti dati cosa ha portato? Per molti anni abbiamo visto protocolli standardizzati, fantastiche pubblicazioni che dicono per quella malattia devi prendere quel farmaco. Vero? No, assolutamente no. Questo è standard. Noi non siamo standard. Noi non siamo tutti uguali. Do un farmaco a te ed avrai un effetto che non avrà un altro. E viceversa”.
La tecnologia può aiutare anche la sostenibilità del sistema sanitario. Non solo per il controllo dei costi, ma anche come capacità di migliorare i risultati, ridurre gli sprechi e generare valore sociale.
Il professor Speziale spiga: “Nel mio settore, in cardiochirurgia, un paziente che viene operato ed ha fiducia, ed atteggiamento positivo, guarisce più rapidamente. Scientificamente provato. Quindi significa che l’atteggiamento corretto è quello di avere una buona comunicazione e poi bisogna badare a tutto. Come cardiochirurgo non prendo in carico una valvola, ma il paziente con tutto il suo ecosistema, portarlo in casa e lavorarlo. Quello significa fare il medico, od avere una organizzazione vincente. Altrimenti siamo dei numeri”.