È quanto emerge dal 11° Rapporto 2026 della Community Cashless Society di TEHA Group, primo Think Tank privato e indipendente in Italia, che ha svolto anche una survey su cittadini, esercenti e aziende per analizzare i principali trend innovativi nel mondo dei pagamenti cashless: i risultati saranno presentati durante il Forum, che si terrà il 26 marzo 2026 a Villa d’Este, Cernobbio.
“Il superamento dei 500 miliardi di euro di transato cashless segna una tappa simbolica e sostanziale per il sistema Paese: i pagamenti digitali sono ormai una componente stabile dell’economia nazionale e una leva strategica per competitività, legalità ed efficienza”, dichiara Valerio De Molli, Managing Partner e Amministratore Delegato di The European House – Ambrosetti e TEHA Group. “Tuttavia, la distanza dai principali Paesi e peer europei resta significativa: colmare questo divario significa rafforzare la capacità dell’Italia di attrarre investimenti, ridurre l’economia sommersa e sostenere una crescita più trasparente, moderna e inclusiva.” Cashless Revolution: una opportunità sistemica – Negli ultimi dieci anni la transizione verso una Cashless Society ha generato 55,4 miliardi di euro di benefici complessivi per il sistema-Italia tra riduzione del costo di gestione del contante, maggiore sicurezza delle transazioni, equità dei contribuenti, stimolo allo sviluppo economico, tempo risparmiato e sostenibilità. Ai tassi di crescita attuali, entro il 2030 potranno attivarsi ulteriori 27,5 miliardi di euro, mentre in caso di allineamento ai best performer europei il potenziale complessivo potrebbe raggiungere 123 miliardi di euro. La digitalizzazione dei pagamenti si configura così come una leva fondamentale per la modernizzazione e crescita del Paese: contribuisce al contrasto dell’evasione, rafforza la base industriale e tecnologica nazionale, migliora l’efficienza del sistema economico e favorisce la sostenibilità ambientale, considerando che una transazione cashless genera oltre il 70% di emissioni in meno rispetto al contante. La visione promossa dalla Community Cashless Society è affermare l’Italia come un Paese pienamente digitalizzato e moderno, capace di ridurre in modo significativo il VAT gap e di generare fino a 10.000 nuovi posti di lavoro nei prossimi cinque anni, valorizzando l’intero ecosistema dei pagamenti elettronici.
La dimensione stimata dell’economia non osservata, pari a circa 200 miliardi di euro (10,2% del PIL),– record storico negativo di economia sommersa in valore assoluto – si riflette anche sul VAT gap, che con 25 miliardi di euro conferma l’Italia come la principale grande economia europea per incidenza del divario IVA sul PIL. Questi elementi, pur non esaurendo le cause del ritardo italiano nel cashless, contribuiscono a spiegare perché il Paese continui a posizionarsi al di sotto della media europea, rendendo necessario un rafforzamento delle politiche di diffusione, educazione finanziaria e innovazione nel sistema dei pagamenti.
Partner della Community sono: American Express, Bancomat, CBI, Edenred, Intesa Sanpaolo, Mastercard, Nexi, NTT Data Italia, Reply Pay, Satispay, Visa, Arrive, BFF Bank, BKN301, Iconto, Pax Italia, PayDo, Paypal e UnipolTech.







