Roma, 11 mar. (askanews) – “In un contesto internazionale segnato da forti tensioni e da un’economia sempre più orientata verso logiche di guerra, anche il ruolo dei commercialisti può diventare significativo. La nostra categoria rappresenta un corpo professionale che riflette, analizza e può offrire alla politica idee e proposte concrete. Stiamo vivendo una fase estremamente complessa e, in una situazione così incerta, credo sia difficile per chiunque formulare previsioni attendibili.
Basta osservare la realtà quotidiana per comprendere le difficoltà : il prezzo dei carburanti continua ad aumentare in modo rilevante e sappiamo bene che una parte consistente di quel costo è legata alle accise, cioè a imposte che gravano direttamente sui cittadini. Si tratta di una questione che nel tempo è stata criticata da tutte le opposizioni, ma che raramente è stata modificata quando si è passati al governo. Oggi il tema torna al centro del dibattito e merita una riflessione attenta. Ridurre queste imposte può certamente rappresentare una scelta condivisibile, ma bisogna anche considerare che si tratta di una misura con effetti regressivi: incide allo stesso modo su tutti, ma rischia di pesare in misura maggiore sulle fasce economicamente più fragili della popolazione”. Lo ha affermato Claudio Siciliotti, past president del Cndcec e candidato alla presidenza del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili per la lista ‘Unione dei territori’ nel corso del forum promosso dall’Associazione Nazionale Commercialisti.
“In un contesto internazionale segnato da una grave crisi economica e geopolitica – ha evidenziato Marco Cuchel, numero uno dell’Anc -, il ruolo dei commercialisti diventa sempre più centrale nel supporto alle imprese, chiamate a operare in quella che molti definiscono ormai una vera e propria ‘economia di guerra’. La nostra professione è chiamata a intercettare per tempo le criticità attraverso strumenti adeguati: dagli assetti organizzativi ai controlli di gestione, fino ai nuovi meccanismi di prevenzione della crisi d’impresa”.