“Eu-Us Tech Agenda 2030”: convegno su cooperazione tecnologica tra Europa e USA – askanews.it

“Eu-Us Tech Agenda 2030”: convegno su cooperazione tecnologica tra Europa e USA

Istituzioni, aziende ed esperti per fare il punto sulle sfide della trasformazione digitale
Mar 11, 2026
Roma, 11 mar. – La cooperazione tecnologica tra Europa e Stati Uniti è diventata un tassello decisivo per la competitività economica, la sicurezza e il ruolo delle democrazie nella definizione delle regole globali dell’innovazione. Di questo si è discusso all’“Eu-Us Tech Agenda 2030”, il convegno promosso da Formiche.net e ospitato alla Camera dei deputati, nella Sala del Refettorio. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, aziende ed esperti per fare il punto sulle sfide della trasformazione digitale: dall’intelligenza artificiale alla difesa, dalle infrastrutture strategiche alle conseguenze geopolitiche di un progresso tecnologico sempre più rapido. Ad aprire l’evento il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè (con un videomessaggio), mentre hanno partecipato Marta Costanzo Youth, Deputy Chief of Mission, US Embassy in Rome, Valentino Valentini, Viceministro, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Giulio Terzi di Sant’Agata, senatore di FdI e presidente Commissione Politiche dell’Unione Europea, Alina Polyakova, Presidente del Cepa. Successivamente al panel “L’importanza della cooperazione tecnologica transatlantica”, hanno preso parte Flavio Arzarello, Public Policy Manager, Economic and Regulatory Policy di Meta Italia, Giulia Gioffreda, government affairs and Public Policy Manager di Google Italy, Gabriele De Giorgi, Senior Manager of Public Policy South Central and Eastern Europe per Uber, Ylenja Lucaselli, membro Commissione Bilancio, Camera dei deputati. Infine, nell’ultimo panel “TechDefense, la nuova frontiera” sono invece intervenuti Roberto Baldoni, Senior Advisor for Technology and Cybersecurity Policy to the Italian Ambassador in the USA, Riccardo Breda, Director Public Sector per Cisco Italia ed Enrico Della Gatta, VP Defence Market Business Intelligence, Fincantieri, tutti moderati dalla direttrice della Rivista Formiche, Flavia Giacobbe.

Nel suo videomessaggio Mulè ha sottolineato come l’Europa debba decidere “oggi, non domani, dove vogliamo andare e che cosa bisogna fare nel campo dell’intelligenza artificiale e dell’evoluzione della tecnologia legata agli umanoidi, sulla quale la Cina ha fatto passi da gigante, tentando quell’opera di attrazione lenta e inesorabile di cui è capace anche con i Paesi europei”. La Cina, ha ricordato Mulé, “ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. Ma per fortuna ci sono anche gli Stati Uniti, che stanno investendo miliardi. Ed è da lì che l’Europa deve partire per rendersi autonoma e indipendente, lavorando su cooperazione e alleanze. Occorre partire dai dati su ciò che sta accadendo per non immaginare il futuro, ma costruire il presente. Viceversa subiremo non un’invasione, ma una colonizzazione che non sarà più soltanto di tipo militare o commerciale, ma sarà sociale e potrebbe determinare, in questo caso sì, la fine di un’era”.

Il viceministro per le Imprese e il made in Italy, Valentino Valentini, ha invece definito “indispensabile” l’alleanza tra Stati Uniti e l’Europa: “Ma le alleanze indispensabili si tengono in piedi solo quando ognuno porta il proprio peso. È tempo che l’Europa faccia la sua parte con pragmatismo, realismo e la consapevolezza che solide alleanze si regolano sulla forza reciproca e non sulla dipendenza. La competizione con la Cina – ha aggiunto – non si vince in solitudine. Si vince insieme, oppure non si vince”. L’Ue, ha spiegato poi Valentini, “deve farsi un esame di coscienza e guardare senza scrupoli alle proprie vulnerabilità. Ha un mercato di 450 milioni di consumatori, ma questa forza non è stata in grado di tradursi in potenza industriale e creazione di campioni mondiali. L’interoperabilità tecnologica è interoperabilità democratica. Non può esistere l’una senza l’altra. Chi pensa di poterle separare si illude: sistemi digitali incompatibili, standard divergenti, infrastrutture chiuse sono la forma moderna di un mondo che smette di parlarsi e di riconoscersi.”

Secondo il senatore di FdI e presidente della Commissione politiche dell’Unione europea, Giulio Terzi di Sant’Agata. “La cooperazione tecnologica tra Europa e Stati Uniti, in un mondo in cui la Cina sempre più sta cercando di imporsi quale motore dell’innovazione globale, è cruciale. Da sempre la tecnologia è ciò che smuove il progresso ma, purtroppo, nel caso di Pechino, non si tratta di una tecnologia trasparente. Standard, sicurezza dei dati, privacy, nell’intelligenza artificiale made in China sono parole che non rientrano nel vocabolario, anzi, l’IA è usata come strumento di controllo, o meglio, come mezzo per dare punteggi sociale alla condotta dei cittadini”. Secondo Ylenia Lucaselli, deputata di FdI e membro della commissione Bilancio, “l’Occidente deve oggi crescere, aumentare il proprio peso nel mondo. E deve farlo l’Europa, proprio nel momento in cui la Cina avanza. Serve immaginare un Mediterraneo della tecnologia che, in un’ottica di alleanza con gli Stati Uniti, possa rappresentare un muro contro la Cina”.
Concetto condiviso da Marta Costanzo Youth, deputy chief of mission presso l’Ambasciata americana a Roma, per la quale “un’alleanza tra Stati Uniti ed Europa oggi è essenziale per fermare la Cina e impedire che Pechino colonizzi con le proprie tecnologie il mondo intero. Se attuate correttamente le partnership tecnologiche tra Ue e Usa rafforzeranno non solo la democrazia, ma anche l’autonomia dalla Cina”. Nel solco della Cina anche le considerazioni della presidente del Center for European Policy Analysis, Alina Polyakova. “Una futura dipendenza tecnologica dalla Cina potrebbe rivelarsi ancora più difficile da spezzare rispetto alla dipendenza energetica europea dalla Russia. Abbiamo visto cosa ha significato per l’Europa dipendere dal gas russo. Ma sarebbe ancora più difficile spezzare una dipendenza ampia e strutturale dalla Cina”.

Infine, secondo Roberto Baldoni, Senior Advisor for Technology and Cybersecurity Policy to the Italian Ambassador in the Usa “l’Europa ha accresciuto le proprie vulnerabilità negli ultimi quindici anni, non riconoscendo che qualcosa nel mondo stava cambiando. E ora ha un problema di tipo industriale, a cominciare dall’Intelligenza Artificiale, che è la pila tecnologica. L’Europa “deve muoversi. L’asse transatlantico è fondamentale, ma stiamo rischiando una eccessiva frammentazione, necessitiamo oggi di un quadro regolatorio più chiaro, semplice. A volte facciamo fatica a capire che cosa è civile e cosa è militare. L’unico modo per sopravvivere è stare insieme, uniti, e non parlo solo dell’alleanza con gli Stati Uniti, ma anche del ruolo dei privati, delle grandi aziende, al fianco dei governi”.