Roma, 9 feb. (askanews) – Il ciclone causato dalla pubblicazione dei nuovi file del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein colpisce personalità politiche di spicco ai confini europei: dall’ex ministro della Cultura francese, Jack Lang, che si è dimesso dalla carica di presidente dell’Istituto del Mondo Arabo, all’ex ambasciatore britannico Peter Mandelson, che, secondo i documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti a fine gennaio, aveva trovato a Epstein “un posto fantastico in cui soggiornare sulla costiera amalfitana”, che offriva “privacy” con “camere annesse per i suoi ospiti”, stando a un’email del 2010.
Per quanto riguarda Jack Lang, l’ex ministro si dice “sereno” e definisce le accuse infondate. Le richieste di dimissioni si sono intensificate dopo che i nuovi documenti hanno dimostrato che Epstein e Lang si sono scambiati messaggi con discontinuità tra il 2012 e il 2019, quando il finanziere si è suicidato in carcere. Il suo nome appare più di 600 volte. Il presidente francese Emmanuel Macron ha provato a buttare acqua sul fuoco: “Ha preso la sua decisione, ne abbiamo preso nota”, ha tagliato corto, aggiungendo che il caso Epstein riguarda “soprattutto gli Stati Uniti” e, in questo senso, “la giustizia” del Paese “deve fare il suo lavoro e basta”.