Milano, 21 gen. (askanews) – L’esercitazione Steadfast Dart 2026, la più grande esercitazione della Nato del 2026 e il primo dispiegamento su larga scala in tempo di pace della nuova Allied Reaction Force (Arf), su base NRDC ITA HQ, ha segnato un traguardo significativo giovedì 15 gennaio 2026 con l’arrivo di truppe e mezzi nel porto di Emden, in Germania.
Il Comando di Arf, con le sue capacità multidominio e con la presenza di assetti multinazionali, rappresenta un’ulteriore dimostrazione dell’impegno dell’Italia a sostegno della Nato al servizio della deterrenza, della difesa e della sicurezza cooperativa euro-atlantica.
L’Allied Reaction Force è una forza strategica ad alta prontezza operativa e multidominio. Essa mette a disposizione dell’Alleanza forze in grado di operare nei domini terrestre, aereo, marittimo, spaziale, cibernetico e delle operazioni speciali, consentendo di ottenere effetti operativi con tempi di reazione più rapidi rispetto al passato.
La composizione di Arf prevede: la Land Component Command della Multinational Division South (ITA MND-S) di Firenze, la Maritime Component Command di ESPMARFOR (Spagna), la Componente aerea del TUR JFAC (Turchia), il JLSG di NRDC ITA e le Forze Speciali spagnole.
La guida della componente terrestre dell’ARF è affidata alla Multinational Division South, erede della Divisione “Vittorio Veneto”, grande unità dell’Esercito Italiano con sede a Firenze. Costituita nel 2019, la MND-S è in grado di pianificare e condurre operazioni multinazionali e interforze, garantendo elevata flessibilità e interoperabilità .
Nel contesto ARF, quindi, coordinerà l’impiego delle forze terrestri fornite dai paesi alleati. Tra queste, rientra anche la Brigata Alpina “Julia”, unità di punta dell’Esercito Italiano, specializzata in operazioni in ambiente montano e già integrata nei dispositivi Nato di risposta rapida.
L’esercitazione coinvolgerà circa 10.000 militari provenienti da 11 Paesi, tra cui Italia, Grecia, Germania, Repubblica Ceca, Spagna, Lituania, Bulgaria e Turchia, con il supporto aggiuntivo di Francia, Belgio e Regno Unito.