Quindi questa differenza che c’è tra ciò che gli occhi vedono, cioè un movimento, e ciò che il corpo percepisce, il fatto che sta fermo, crea una disfunzione, crea un malessere, è quello che viene chiamato VR sickness. E quindi per compensare questo noi facciamo in modo che il corpo riceva e la mente riceva un messaggio che ci stiamo effettivamente muovendo. Con le nostre gambe facciamo un movimento molto semplice che ci permette di muoverci in tutte le direzioni con la combinazione dei movimenti dei due piedi”.
I due dispositivi calzabili, presentati al Ces di Las Vegas, sono dotati di sensori di movimento e giroscopi collegati a un microprocessore integrato. L’algoritmo interpreta le oscillazioni dei piedi e le traduce in movimenti direzionali all’interno di app di realtà virtuale o aumentata.