Roma, 15 dic. (askanews) – Le interviste di SGUARDI ci portano da Francesco Murano, light designer che ha illuminato oltre duecento mostre, inclusa quella spettacolare sui Tesori dei Faraoni adesso alle Scuderie del Quirinale. Dal Perseo di Canova alla Tempesta di Giorgione, da Vittorio Sgarbi a quanto costa montare una mostra: ricordi, imprevisti, bellezza ma anche gli usi dell’intelligenza artificiale. SGUARDI è la rubrica di approfondimento di Askanews curata da Alessandra Quattrocchi.
Cosa vuol dire organizzare una mostra di questo genere? “Coinvolge duecento persone. Ci sono pool di assicurazioni che convergono per assicurare le opere, ci sono ditte specializzate che si occupano esclusivamente dello spostamento delle opere da chiodo a chiodo e all’installazione delle opere; tre quattro ditte in Italia che fanno questo lavoro altamente specializzato”.
E ancora, Murano ci parla dei suoi brevetti sull’intelligenza artificiale, degli aneddoti comici di una carriera a fianco di storici e artisti, e di riproducibilità dell’arte: “Quando illumini un quadro, non stai facendo soltanto un’opera di illuminazione. Con una bella riproduzione, il quadro lo leggi benissimo. Ma le persone vanno alla mostra per entrare in contatto con l’artista, e così è per me”.