Australia, attacco terroristico a Bondi Beach durante la festa di Hannukah: almeno 12 morti, anche il rabbino – askanews.it

Australia, attacco terroristico a Bondi Beach durante la festa di Hannukah: almeno 12 morti, anche il rabbino

  Il governatore: attacco progettato contro la comunità ebraica di Sydney. Tra le vittime un cittadino israeliano. Gli assalitori avevano anche un ordigno in auto. L’uomo che ha disarmato un assalitore si chiama Ahmed al Ahmed, è un fruttivendolo di Sutherland
Dic 14, 2025
 

Roma, 14 dic. (askanews) – Sparatoria avvenuta a Bondi Beach, a Sydney, durante un evento legato alla festa ebraica di Hannukah: almeno 12 morti, compreso un presunto attentatore, secondo l’ultimo bilancio della polizia del Nuovo Galles del Sud. Tra i 12 morti della sparatoria c’è anche il rabbino Eli Schlanger. La notizia è stata confermata dal movimento internazionale Chabad-Lubawitch di New York, di cui faceva parte. Tra le vittime anche una bambina di 12 anni e un cittadino israeliano. Alexander Ryvchin, co-amministratore delegato dell’Executive
Council of Australian Jewry, ha dichiarato che una sua conoscenza ha perso la figlia dodicenne, morta in ospedale a causa delle ferite riportate nell’attacco. Il ministero degli Esteri israeliano, come riportano diversi media ha invece reso noto che “almeno un cittadino israeliano è tra le vittime della sparatoria di Bondi Beach”, ha riferito il ministero, aggiungendo che anche “un cittadino israeliano è rimasto ferito” nell’attacco.

Il premier del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns, ha confermato in conferenza stampa che, delle 12 persone uccise nell’attacco, anche un “responsabile” è stato ucciso e un altro è in custodia. Minns ha sottolineato che l’attacco era “progettato per colpire la comunità ebraica di Sydney”. Quella che avrebbe dovuto essere una “notte di pace e gioia” è stata “distrutta” da un “attacco orribile e malvagio”, ha aggiunto. Il governatore ha, inoltre, elogiato un uomo che è stato filmato mentre lottava con uno degli aggressori dell’attacco a Bondi Beach, a Sydney, è riuscito a sottrargli la pistola e lo ha costretto alla fuga. “Quell’uomo è un vero eroe e non ho dubbi che ci siano moltissime persone vive stanotte grazie al suo coraggio”, ha commentato Minns. L’uomo è stato successivamente identificato dai media come Ahmed al Ahmed, 43 anni, fruttivendolo di Sutherland. In un video diffuso dai media i fotogrammi lo riprendono mentre si apposta dietro alcune auto per sorprendere l’assalitore da dietro, lo prende alle spalle e lo disarma, poi appoggia il fucile ad un albero, e invece di sparagli prova a fermarlo lanciandogli dei sassi. Poco lontano, da un ponticello, l’altro assalitore spara verso di lui, Secondo la stampa locale sarebbe rimasto ferito e portato in ospedale, ma non è in pericolo di vita. Lo ha riferito alla rete australiana 7News il cugino Mustafa.

Il Commissario di Polizia del Nuovo Galles del Sud, Mal Lanyon, ha dichiarato di aver ricevuto diverse segnalazioni, intorno alle 18.47 ora locale, di colpi d’arma da fuoco esplosi ad Archer Park, un’area verde a Bondi Beach. Lanyon ha confermato che almeno 12 persone sono morte e altre 29 sono state trasportate in diversi ospedali, inclusi due agenti di polizia in gravi condizioni. Gli attentatori di Bondi Beach, a
Sydney, potrebbero essere “di origine pakistana”, ma le autorità australiane non confermano: lo dichiarano fonti informate. I due aggressori, uno dei quali sarebbe tra i 12 morti confermati, sono stati filmati mentre sparavano da un ponte a meno di 100 metri di distanza, dove sono stati successivamente fermati dalla polizia, si legge sulla stampa locale. Diversi camion della polizia si sono fermati nel parcheggio, vicino al ponte dove gli uomini armati stavano sparando e accanto ad un’auto in cui sono stati poi trovati ordigni esplosivi rudimentali, come si è appreso durante la conferenza stampa della polizia di New South Wales. Secondo le stesse fonti informate, “al momento” non c’è “alcuna
indicazione al consolato d’Italia” e non ci sono notizie sulla nazionalità delle persone coinvolte, dato che in Australia non c’è obbligo di avere documenti di identità; la polizia eventualmente contatterà prima le famiglie e poi le autorità consolari. La polizia del Nuovo Galles del Sud ha confermato che il bilancio della sparatoria a Bondi Beach è di 12 morti, compreso un presunto attentatore. Un altro presunto killer è in custodia, mentre si indaga su un terzo attentatore. Altre 29 persone sono state trasportate in diversi ospedali, inclusi due agenti di polizia in gravi condizioni.

La polizia australiana successivamente ha confermato il ritrovamento di un ordigno esplosivo in un veicolo appartenente a uno dei presunti autori della sparatoria: lo ha reso noto Mal Lanyon, capo della polizia dello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud. “Abbiamo rilevato un ordigno esplosivo rudimentale in un’auto collegata a uno dei due terroristi. Gli artificieri della polizia stanno lavorando sul luogo del ritrovamento”, ha dichiarato Lanyon in risposta a una domanda sulla questione. Il capo della polizia ha anche dichiarato che sono in corso le verifiche sulla possibile presenza di un terzo sospettato. “Siamo a conoscenza dei post sui social media che circolano da tempo su un terzo sospettato, e sono stati persino fatti dei nomi. Questo è uno degli obiettivi dell’indagine. Al momento non posso confermare che ci sia effettivamente un terzo sospettato, ma se esiste, lo troveremo”, ha dichiarato Lanyon.