Radio Popolare festeggia 50 anni con tre giorni di celebrazioni – askanews.it

Radio Popolare festeggia 50 anni con tre giorni di celebrazioni

Dal 12 al 14 dicembre maratona di 50 ore e una mostra fotografica
Dic 11, 2025

Milano, 11 dic. (askanews) – Dal 12 al 14 dicembre Radio Popolare celebra i suoi cinquant’anni con tre giorni di iniziative che segnano l’avvio ufficiale del cinquantenario, un traguardo che coinvolge chi la radio la fa da mezzo secolo e chi l’ascolta e la sostiene. Le celebrazioni inaugurano un programma articolato che unisce memoria, partecipazione e racconto collettivo, in linea con una storia nata nel 1975 e costruita nel rapporto quotidiano con il pubblico.

La prima giornata, venerdì 12 dicembre, si aprirà alle 8.30 con una maratona radiofonica di 50 ore che riunirà voci storiche e protagonisti di questi cinque decenni. Torneranno ai microfoni figure che a Radio Popolare hanno iniziato il loro percorso professionale o che ne hanno accompagnato l’evoluzione: Gad Lerner, Massimo Cirri e Sergio Ferrentino, Paolo Maggioni e Filippo Solibello, Alessandro Robecchi e Marco Ardemagni, la Gialappa’s, Gino e Michele, Matteo Caccia, Gabriella Greison, Giorgio Lauro, Florencia Di Stefano-Abichain e molte altre. Le 50 ore di diretta saranno scandite dall’interazione con gli ascoltatori che, da diverse città e Paesi, parteciperanno a una staffetta globale intitolata “la 50 e 50”, un passaggio simbolico da un Continente allaltro che dall’Australia arriverà fino a Milano attraversando i fusi orari e trasformando la maratona in una festa di comunità.

Il programma proseguirà sabato 13 dicembre con la “50 e 50 classic”, articolata in cinque percorsi paralleli che collegheranno le sedi storiche dell’emittente. Le tratte, ribattezzate come le grandi classiche di primavera del ciclismo, saranno la Torino-Ollearo, la Sondrio-Pasteur, la Bologna-Stradella, la Mantova-Buenos Aires e la Verbania-Santo Stefano. Un ulteriore momento dedicato alla storia dell’emittente e al legame che negli anni si è consolidato con il territorio e con la sua rete di ascoltatori.

Domenica 14 dicembre, alle 9.30, si terrà l’ultima tappa della “50 e 50”, un corteo composto da ascoltatrici e ascoltatori, conduttrici e conduttori, che partirà dall’attuale sede di Radio Popolare in via Ollearo 5 e raggiungerà la Fabbrica del Vapore. L’arrivo coinciderà con l’apertura ufficiale della grande mostra fotografica che inaugura il cinquantenario, pensata per raccontare l’identità e il percorso della radio attraverso immagini e materiali di archivio.

La direttrice Lorenza Ghidini ha spiegato che “Un compleanno importante che Radio Popolare vive con grande orgoglio per la sua storia ma anche con la volontà di guardare al futuro. Abbiamo inventato linguaggi innovativi, creato format che hanno fatto scuola, lanciato iniziative mitiche, sempre coniugando l’intrattenimento con l’impegno. Oggi la sfida è quella di offrire un’informazione credibile in un panorama mediatico in continua evoluzione, e di giocare un ruolo culturale di primo piano nel nostro territorio, in cui Radio Popolare continua a essere un punto di riferimento. Sono circa 17 mila le persone che ci sostengono economicamente, grazie a loro la nostra indipendenza è più solida che mai. Con loro porteremo questo bene comune nel futuro, verso i prossimi 50 anni”.

La mostra, intitolata “50 e 50. La mostra. Radio Popolare 1975-2025”, sarà visitabile dal 14 dicembre 2025 al 25 gennaio 2026 nello Spazio Cisterne della Fabbrica del Vapore. L’esposizione presenterà venti storie raccontate attraverso le immagini di fotografi che negli anni hanno seguito la vita della radio. Saranno presenti scatti realizzati nell’arco dei cinquant’anni da Gabriele Basilico, Marco Becker, Paola Bensi, Gianni Berengo Gardin, Matteo Bergamini, Carlo Cattadori, Lucio Cavicchioni, Carlo Cerchioli, Mario Dondero, Pietro Fanti, Dino Fracchia, Salvatore Laforgia, Uliano Lucas, Erica Mela Magagnato, Marzia Malli, Fabio Minotti, Angelo Navarria, Robi Schirer, Markus Sotto Corona e Michele Tabozzi. Una sezione specifica sarà dedicata all’interpretazione creativa di Studio Azzurro, che ha curato video volti a ricostruire la storia dell’emittente in uno spazio pensato per ricordare Fabio Cirifino, scomparso di recente.

L’esposizione comprenderà inoltre sessanta ritratti di lavoratrici e lavoratori di Radio Popolare, realizzati in grande formato da Laila Pozzo, e una cronistoria illustrata lunga circa sessanta metri che ripercorrerà il cammino della radio dal 1975 al 2025, ideata con la grafica di Mario Piazza e Lorenzo Mazzali. Accanto a questi materiali sarà allestito un grande tavolo di oltre cinquanta metri quadrati che, in ordine cronologico, presenterà tutte le attività svolte dall’emittente nel corso degli anni, mettendo in evidenza anche il rapporto costruito con la propria comunità di ascoltatori.

Commentando il ruolo della fotografia nel progetto, la curatrice Giovanna Calvenzi ha spiegato che “Per Radio Popolare la fotografia è da sempre una fedele compagna di viaggio, ha fermato eventi, ha ritratto volti, ha suggerito giochi, ha testimoniato una felicissima relazione con i propri ascoltatori e ascoltatrici. Grazie al lavoro generoso di fotografi professionisti e non, la mostra consente di condividere la storia della Radio, di conoscere i volti di chi quotidianamente la fa, ma anche di rivedere cinquant’anni di storia”.

Il progetto espositivo è stato curato da Giovanna Calvenzi con la collaborazione di Cristina Selva, Pietro Fanti e Tiziana Ricci. Gli allestimenti sono stati realizzati da Francesco Librizzi e Diletta Ciuffi di Studio Francesco Librizzi, mentre la grafica è stata curata da Mario Piazza e Lorenzo Mazzali. Radio Popolare ha ringraziato le fotografe, i fotografi e tutte le persone che in cinquant’anni hanno donato immagini e contributi, ricordando che il progetto della mostra nasce da un lavoro collettivo che ha coinvolto professionisti come Giovanna Calvenzi, Pietro Fanti, Mario Piazza, Lorenzo Mazzali, Francesco Librizzi, Studio Azzurro, Diletta Ciuffi, Gianni Nigro, Roberto Spaiardi, Laila Pozzo, Toni D’Ambrosio, Massimo Mangione e Luca Gattuso.