Lo scenario di fonte al quale ci troviamo oggi è inquietante e i numeri fanno paura. “Se noi guardiamo i dati Istat oggi – ha aggiunto Amelia Parente, Senior Corporate Vice President Risorse Umane del Gruppo Diasorin e co-fondatrice di Donne Leader in Sanità – scopriamo che 6 milioni e mezzo di donne, quindi il 32 % delle donne italiane, subisce violenza fisica o sessuale e scopriamo anche che tra il 40 e il 60 % questa violenza attraversa i pronti soccorsi o i presidi ospedalieri”.
In questo contesto l’associazione ha realizzato uno spot su testo di Amelia Parente liberamente ispirato a una storia vera raccontata dal dott. Fabio de Iaco, e recitato da Flavio Insinna, per fare ulteriori passi avanti nella consapevolezza del problema della violenza. “La storia di quest’anno – ha aggiunto Parente – è una storia tra un operatore sanitario, tra degli operatori sanitari e una paziente, straniera, che arriva in un pronto soccorso e che in questo pronto soccorso trova quelle che poi chiameremo sentinelle, chiama i guardiani della salute, i guardiani del suo cuore, i guardiani della sua anima, i guardiani della sua libertà . Cioè coloro, a cominciare dal medico di pronto soccorso per andare poi alle infermiera che l’aiuterà e alla dottoressa che l’aiuterà , che la attraverserà , che la accompagnerà nel suo percorso di liberazione”.
Un percorso che per Donne Leader in Sanità passa anche attraverso il premio che la stessa associazione ha istituito. “Quest’anno il Premio Leads – ha concluso Patrizia Ravaioli – andrà a promuovere storie che vedano anche protagonisti i sanitari, che sono importantissimi nel momento in cui una donna vittima di violenza arriva a un pronto soccorso banalmente”.
Un modo per ricordare, non solo il 25 novembre, il ruolo dei professionisti della sanità , anche nel proteggere e supportare le donne vittime di violenza.